Nel mese della prevenzione a livello internazionale del Papillomavirus umano, Hpv, è scaturito un importante dibattito a livello nazionale sulla positiva sperimentazione avviata nelle Marche, prima in Italia insieme alla Lombardia, che ha disposto in forma gratuita la vaccinazione in farmacia, raccomandandola in particolare a ragazze e ragazzi dai 12 anni in su, ed offerta gratuitamente, su base regionale anche fino ai 29 anni per le ragazze e ai 26 per i ragazzi. Marco Meconi, presidente di Federfarma Marche, si fa voce dei titolari delle 550 farmacie della regione e ricorda che «in occasione del mese europeo della consapevolezza sul cancro cervicale, commentiamo dati drammatici su questo tumore, è il secondo a maggior diffusione tra le giovani donne, quando invece l’infezione può essere agevolmente aggredita con un vaccino sicuro, somministrato nelle farmacie».
«A gennaio, almeno ogni giorno, un marchigiano è uscito da una farmacia del territorio con la vaccinazione anti-Hpv o con un’informazione più precisa e affidabile» precisa infatti Meconi, invitando però a soffermarsi sul ruolo chiave che, oltre alla somministrazione, svolge il farmacista nella sensibilizzazione dei genitori dei ragazzi, ai quali è principalmente destinata la vaccinazione. Prosegue informando che «le madri che entrano spesso in farmacia si fidano del professionista specie quando si fa presente che il vaccino contro l’Hpv previene una forma diffusa di tumore perché predispone i ragazzi a non essere infettati dal virus».
Per Federfarma Marche rilevante è anche l’ulteriore attività svolta da farmacia e farmacista per la prevenzione delle infezioni da Hpv, concretamente il supporto al medico «per effetto del particolare sistema di distribuzione delle Marche – conclude spiega Meconi – la farmacia può rifornire il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta, agevolandoli nell’attività di vaccinazione, dal momento che assicurano un’adeguata conservazione del vaccino che può essere ordinato anche singole dosi, rese disponibili in mezza giornata nell’ambulatorio».
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