
Un momento dell’anno giudiziario tenutosi oggi
L’inaugurazione dell’anno giudiziario ad Ancona si è aperta con un drammatico allarme sulla tenuta del sistema giudiziario minorile regionale.
«Ci troviamo veramente alla disperazione e non riusciamo a garantire più la gestione delle udienze, quindi dovrò necessariamente sospendere quelle penali», ha annunciato il presidente del tribunale minorile delle Marche, Sergio Cutrona, denunciando una carenza di organico amministrativo che ha ridotto il personale alla metà di quello necessario.
«Sto riflettendo se sospendere per qualche mese tutte le udienze gup o se sospendere a macchia di leopardo, per esempio un mese le udienze gup, un mese quelle dibattimentali, un mese quelle gip», ha spiegato il magistrato, sottolineando come i dipendenti siano «eccessivamente stressati e non hanno la speranza di avere dei rinforzi».
Un allarme che era stato già lanciato ieri dal presidente della Corte Luigi Catelli e dal procuratore generale della Corte d’appello di Ancona Roberto Rossi, durante una conferenza stampa.
La crisi della struttura si riflette direttamente sulla capacità di intervento sociale, specialmente in relazione ai fenomeni di devianza giovanile.
«Si parla tanto dei ‘maranza’, ma se noi vogliamo evitare che ci siano non dobbiamo aspettare che crescano e diventino dei delinquenti adulti. Dobbiamo evitare che questi ragazzi crescano nel disagio e nell’aggressività», ha avvertito Cutrona, ricordando che ogni anno vengono gestiti oltre mille procedimenti penali. «Se siamo in grado di fare un’opera di recupero e di prevenzione riusciamo a evitare che questi ragazzi tornino per le strade per evitare che diventino quel fattore di pericolo che viene percepito dalla popolazione».
Parallelamente, la relazione del procuratore generale della Corte d’appello, Roberto Rossi, ha delineato un quadro inquietante sulla violenza di genere nelle Marche, dove si sono registrati otto femminicidi e un aumento del 46% dei casi totali (2.514 episodi), con una crescita preoccupante anche tra i minori (+22%).
Nonostante l’azione di «tempestività e rigore» delle forze dell’ordine e dei magistrati, il pg Rossi ha ammesso che «l’azione repressiva, pur doverosa e ineludibile, non appare sufficiente da sola a sradicare dal nostro tessuto sociale quelle aree di sottocultura che interpretano in modo padronale e proprietario il rapporto con la donna».
Il quadro regionale della giustizia resta complesso anche sul fronte carcerario, con i sette istituti penitenziari marchigiani che presentano un sovraffollamento del 17,8% rispetto alla capienza regolamentare, mentre sul fronte della criminalità organizzata il procuratore Rossi ha lanciato un monito chiaro: «La regione è attraente per la criminalità, ci sono segnali importanti da non trascurare».
Uniche note parzialmente positive arrivano dalla giustizia civile, dove le cause per l’irragionevole durata dei processi (Legge Pinto) sono scese da 770 a 584.
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