di Sabrina Marinelli
«Dacci i soldi o ti gonfiamo di botte». E’ la minaccia ricevuta da uno studente della Fagnani, atteso ieri alle 16.30 all’uscita da scuola. La baby gang di piazza Garibaldi è tornata in azione in pieno giorno o almeno c’ha provato. Il gruppetto di teppisti, che da qualche tempo sta terrorizzando gli adolescenti, ha trovato ad attenderli i familiari del 13enne. Stavolta non era andato a scuola in bicicletta da solo, come sempre. Non lo potrà più fare. «Lunedì l’hanno avvicinato fuori dalla scuola con una scusa – racconta la madre –, lui nemmeno li conosceva, non frequentano la Fagnani. Gli hanno chiesto dei soldi ma non glieli ha dati, così l’hanno spintonato dicendogli che se non li avesse portati giovedì se ne sarebbe pentito perché l’avrebbero picchiato. Lui me l’ha raccontato, così sono andata a prenderlo insieme a mio fratello poi c’erano altri genitori e loro sono rimasti in disparte». I piccoli boss di piazza Garibaldi, dove si affaccia la scuola Fagnani pur avendo l’accesso principale in via Maierini, non si sono fatti attendere. «Erano li ad aspettarlo – prosegue la madre – se non ci fossimo stati noi non voglio nemmeno immaginare cosa sarebbe accaduto. Non è giusto che non possa più nemmeno andare in giro in bicicletta con gli amici senza un adulto, per il timore che questi piccoli delinquenti gli facciano davvero quello che hanno promesso: di gonfiarlo di botte. Erano lì, tutti con il cappuccio tirato su, vestiti di nero, con il passamontagna e le catene addosso. Qualcuno è italiano ma ci sono anche degli stranieri e vanno in giro con dei coltelli«.
Questa mamma aveva cercato aiuto nelle istituzioni senza riceverlo ma non aveva ancora pensato di rivolgersi alla polizia. L’ha fatto ora. Si è messa in contatto con il Commissariato, che ha preso in seria considerazione il problema. Sta lavorando da giorni per risolverlo. «Da genitore sono veramente allarmata anche perché mio figlio non esce la sera – prosegue -. A 13 anni la sera sta a casa con noi ma è stato minacciato in pieno giorno e non possiamo accettarlo. Andrò dalla polizia a questo punto (nel frattempo già informata ndr). Bisogna dirlo quello che accade e anche se qualcuno ti dirà, vai a parlare con i genitori di chi minaccia tuo figlio, e a me è capitato quando ho chiesto aiuto, non dobbiamo rassegnarci ma pretendere che i nostri figli possano andare a scuola sicuri»
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