Alunno pestato dal branco a scuola.
Ferito e portato al Pronto soccorso

SENIGALLIA - L'avvocato Alessandro Angeletti, legale della famiglia: «I miei assistiti erano tranquilli avendo affidato il figlio alla scuola e mai si sarebbero potuti immaginare che in un ambiente protetto, come dovrebbe essere appunto quello scolastico, potesse accadere una cosa del genere»

La scuola Mercantini

di Sabrina Marinelli

Pestato a scuola dai bulli che l’hanno accerchiato, isolato e riempito di calci e pugni. E’ accaduto alla scuola Mercantini. Vittima della spedizione punitiva uno studente della prima media di appena 11 anni. Un bravo ragazzo, tranquillo, educato, a cui la famiglia ha insegnato a rispettare gli altri. Uno di quelli, insomma, che mai avrebbe reagito. Facile così dimostrare di essere i più forti. In branco contro uno. Con una scusa hanno attirato la sua attenzione. Volevano parlargli. All’improvviso si è ritrovato solo con loro. Tutti intorno erano spariti. In realtà non avevano nulla da dire e hanno iniziato a prenderlo a calci e pugni. Non in volto, per non lasciare segni. Nessuno, infatti, si doveva accorgere del pestaggio. Gliene hanno date tante, ma tante, sul ventre, contro schiena, braccia e gambe.

Il Pronto soccorso di Senigallia

Suonata la campanella lo studente aggredito è uscito e ha raggiunto la zia, che lo stava aspettando per riportarlo a casa. Era strano. La donna l’ha notato subito. Stranamente taciturno. Smorfie di dolore trattenuto apparivano nel suo volto ad ogni movimento. Ha chiesto quale fosse il problema. Nulla, ha tranquillizzato lui. Poco convincente, però, per la zia che ha allora insistito e lui ha parlato. Ha raccontato cosa gli era accaduto a scuola. I genitori hanno deciso di portalo al Pronto soccorso poi sono andati dai carabinieri a sporgere denuncia.

E’ accaduto la settimana scorsa ma altri genitori hanno voluto rendere noto l’episodio, finora trattato con il massimo riserbo anche per via dell’età dei coinvolti. «Posso confermare l’accaduto – spiega l’avvocato Alessandro Angeletti, legale della famiglia – ma la situazione è molto delicata quindi, al momento, attenderei l’esito delle indagini. Quello che posso dire è che i miei assistiti erano tranquilli avendo affidato il figlio alla scuola e mai si sarebbero potuti immaginare che in un ambiente protetto, come dovrebbe essere appunto quello scolastico, potesse accadere una cosa del genere. Non abbiamo capito perchè sia successo – conclude l’avvocato – non risulta ci fosse un vero motivo».

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