Giorno del Ricordo, la cerimonia.
Il prefetto: «Lo Stato rende omaggio
alla vittima innocente delle Foibe»

SENIGALLIA - Alfredo Nigro era un tenente di polizia. Il 1° maggio 1945 venne catturato nella caserma di Trieste. Per tanti anni di lui non si ebbero notizie poi si scoprì che era finito nella foiba di Basovizza. La moglie, senigalliese, scappò con la figlia Laura tornando nella sua città

La medaglia d’onore per Alfredo Nigro

di Sabrina Marinelli

Questa mattina, in aula consiliare, l’Amministrazione comunale di Senigallia ha commemorato il Giorno del Ricordo, istituito con la legge 92 del 2004 per iniziativa del senatore Roberto Menia. Alla presenza del Prefetto di Ancona, Maurizio Valiante, è stata consegnata a Laura Nigro la Medaglia d’Onore, onorificenza del Presidente della Repubblica, conferita alla memoria del padre Alfredo, vittima innocente delle Foibe.

Il Prefetto di Ancona

«Una delle pagine più dolorose della nostra storia  – le parole del Prefetto Valiante -. Il Giorno del Ricordo oggi è ancora più solenne perchè lo Stato rende omaggio alla vittima innocente di queste atrocità, ad Alfredo Nigro. C’è un dovere collettivo di ricordare, comprendere e non ripetere. La memoria non deve essere rivolta soltanto al passato – ha aggiunto – ma serve anche per comprendere il presente e orientare il futuro. Assistiamo anche in questo periodo storico a situazioni drammatiche, guerre, stragi e, anche nella nostra società, vediamo riemergere, riaffiorare situazioni di odio e intolleranza che ci impongono una seria attenzione perchè non bisogna sottovalutare. Occorre alzare la soglia della vigilanza soprattutto civile e morale. E’ un momento importante di riflessione, mi fa piacere che ci siano molti studenti perchè loro devono raccogliere questa memoria e farla vivere nel tempo. Noi dobbiamo trasmetterla insieme ai valori che ne derivano: il rispetto della vita altrui, il rispetto delle persone e il rifiuto, il rigetto di ogni forma di odio, razzismo e intolleranza per vivere responsabilmente il quotidiano».

La consegna della medaglia a Laura Nigro

Tanta partecipazione, attenzione ma soprattutto emozione alla lettura delle motivazioni dell’onorificenza e all’intervento di Laura Nigro. «Per tanti anni ho avuto un padre fantasma – ha detto -. A mia madre, che voleva tornasse a casa quel giorno, disse che la guerra era finita e lui non era tra chi aveva commesso atrocità, aveva la coscienza pulita, inoltre era l’unico ufficiale e non lasciò soli i suoi ragazzi in caserma. Era certo che se avessero indagato poi avrebbero capito che lui non aveva colpe. Questa ingenuità gli è costata cara. Anche noi abbiamo fatto il nostro esodo, sarebbero passati a prendere anche me e mia madre se una vicina, slava, non ci avesse avvisato, permettendoci di scappare. Avere un padre fantasma mi è costato molto, nessuno mai mi darà una tomba, che vuol dire la parola fine, basta compianto e commiserazione, bisogna andare avanti. Oggi però per me è il suo funerale e ringrazio tutti per questo».

La pergamena con l’onorificenza

Il tenente di polizia Alfredo Nigro aveva 33 anni quando la mattina del 1° maggio 1945 fu catturato dalla caserma di Trieste e barbaramente ucciso dai partigiani jugoslavi. Per tanti anni fu un disperso poi si seppe che era finito insieme a molti altri nella foiba di Basovizza. Presenti ieri alla cerimonia il vicesindaco Riccardo Pizzi, il presidente del Consiglio comunale Massimo Bello,  il professore Riccardo Piccioni dell’Università di Macerata, il coordinatore regionale dell’Unione degli Istriani Emanuele Piloni e con un videomessaggio ha portato il suo saluto il senatore Roberto Menia.

La cerimonia in Comune

«Non c’è peggior morte di quella che la storia tenta di nascondere – ha detto il vicesindaco Riccardo Pizzi -. Non avere un luogo dove piangere un proprio caro è straziante. Oggi diamo un segno, cercando di lenire questo dolore». Il presidente Bello ha aggiunto: «Ricordare, oggi, non significa alimentare divisioni ma affermare la verità storica e respingere ogni forma di negazionismo o riduzionismo, che costituisce un’offesa alla memoria delle vittime e un pericolo per la coscienza civile. La storia va studiata, conosciuta e trasmessa con rigore, perché solo dalla consapevolezza nasce una società più giusta e responsabile».

Il videomessaggio del Senatore Menia

La sala consiliare gremita

https://www.cronacheancona.it/2026/02/03/alfredo-nigro-vittima-delle-foibe-medaglia-donore-alla-memoria/590455/
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