di Sabrina Marinelli
Sono quattro e hanno tra i 12 e i 14 anni. Alcuni italiani, altri originari dell’Est Europa. Sono i membri della baby gang che da settimane stava seminando il terrore tra i coetanei di piazza Garibaldi. Verrà attivato per loro il Decreto Caivano, tramite la misura preventiva dell’ammonimento prevista per i minori di 14 anni. Sono stati individuati grazie a un certosino lavoro svolto dalla dirigente del Commissariato Mabj Bosco, che ancora non si è concluso. Al vaglio c’è la posizione di un quinto ragazzino mentre proseguono le audizioni dei testimoni. Si stanno recando negli uffici di via Rosmini per raccontare cosa hanno saputo o visto. Prezioso e indispensabile il contributo della Polizia locale che, insieme al personale del Commissariato, ha perquisito circa venti ragazzini lo scorso weekend nella più grande piazza del centro senigalliese senza però trovare i coltelli, elementi ricorrenti nelle segnalazioni. Dai racconti emersi i bulli pretendevano soldi, minacciando e a volte aggredendo le vittime anche se nessuno è mai rimasto ferito.
L’azione preventiva, resa possibile anche grazie alla collaborazione delle famiglie che hanno deciso di parlare e dei loro figli. Ciò ha permesso di scongiurare una deriva del fenomeno. «La risposta della polizia c’è stata – spiega il Questore di Ancona Cesare Capocasa, che ieri era presente in città –, i ragazzini segnalati sono stati individuati ma, per la loro giovane età non sono imputabili, quindi, stiamo valutando degli ammonimenti che, comunque, hanno un basso livello di recidiva. Abbiamo, infatti, constatato che ogni dieci provvedimenti solo in un caso viene reiterato il comportamento ammonito. Non si può, però, solo reprimere perché siamo di fronte a un problema, prima di tutto, di natura sociale. Bisogna capire perché i ragazzi manifestano il loro disagio in questo modo e coinvolgerli, creare dei percorsi che possano risolverlo alla fonte, tramite le agenzie educative: scuole e famiglie. Quest’ultime spesso latitano». Per questo motivo il Questore tiene molto alla presenza della polizia negli istituti scolastici cittadini per parlare con i giovani, investendo nella prevenzione.
Un grande lavoro su questo versante lo sta facendo anche la polizia locale che, tra le numerose mansioni chiamata a svolgere, dedica molto tempo e attenzione alle nuove generazioni. «Noi siamo sempre presenti nei luoghi della movida dei ragazzini – spiega Barbara Assanti, comandante della Polizia locale – e quindi via Oberdan, Piazza del Duca, i giardini della Rocca e piazza Garibaldi e nelle scuole, dove stiamo lavorando tantissimo. Ci chiamano in tutte, di ogni ordine e grado. Alle medie e alle superiori affrontiamo il problema dei comportamenti che rientrano nel discorso della sicurezza urbana. Siamo stati inoltre avvicinati da alcuni ragazzini di 13 anni che ci hanno riferito i comportamenti illeciti da parte di loro coetanei, in particolare il fatto che li minacciano. Riusciamo a creare un contatto diretto con loro che poi anche quando siamo fuori, sul territorio, ci riconoscono. Per loro siamo un punto di riferimento importante».
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