La prima volta, qualche mese fa, il testo presentato in aula era stato rimandato in Commissione per approfondimenti e anche in quella sede non erano mancate frizioni. Iscritta di nuovo all’ordine del giorno, oggi il Consiglio comunale di Ancona ha respinto del tutto con i voti della maggioranza di centrodestra e definendo la proposta non realizzabile, la mozione, presentata dal consigliere dem Giacomo Petrelli, per introdurre una soglia minima di 9 euro lordi l’ora negli appalti comunali nei casi in cui i trattamenti economici risultino inferiori. «La maggioranza di destra guidata dal sindaco Silvetti l’ha bocciata. È bene dirlo con chiarezza: si poteva fare. – scrive in una nota il gruppo Pd – Non solo era possibile, ma è già realtà in molte amministrazioni italiane, di ogni colore politico. Da Firenze a Perugia, da Genova a Napoli, comuni grandi e piccoli applicano misure analoghe. Lo fanno e le applicano. Anche Regioni come la Puglia e il Lazio – quest’ultima guidata dal centrodestra. Dunque non si tratta di un’idea astratta o di una forzatura giuridica. È una scelta amministrativa concreta, praticabile, legittima. Non c’è alcuno scavalcamento dei Ccnl, che restano pienamente validi. La nostra proposta interviene esclusivamente nei casi in cui i trattamenti economici scendono sotto una soglia di dignità, fissando un limite minimo. Negli altri casi, i contratti collettivi continuano ad applicarsi senza alcuna condizione. Le motivazioni tecniche addotte dalla maggioranza per giustificare il voto contrario non reggono. La verità è un’altra: si poteva fare, ma hanno scelto deliberatamente di non farlo. Una scelta politica precisa, senza però avere il coraggio di rivendicarla apertamente».
Dai banchi di maggioranza, durante la discussione, la consigliera Maria Grazia De Angelis (FdI) durante il dibattito ha criticato la mozione sostenendo che il Comune non ha competenza legislativa per intervenire sui contratti collettivi nazionali, richiamando il decreto legislativo 36/2023. Ha inoltre espresso il timore che una soglia minima potrebbe favorire pratiche elusive, come «il pagamento “fuori busta”», alimentando il lavoro nero. Anche la consigliera Annalisa Pini (Lega) ha sostenuto che la proposta rischierebbe di essere una promessa irrealizzabile e ha richiamato la normativa europea e nazionale contro il dumping contrattuale, affermando che la tutela dei lavoratori deve passare da strumenti legislativi adeguati.
Per Petrelli e gli altri colleghi del gruppo Pd, non esistevano ostacoli tecnici o normativi. La bocciatura rappresenterebbe quindi una scelta politica precisa, non apertamente rivendicata. «Non è un tema di destra o di sinistra. È un tema di dignità del lavoro.- hanno sottolineato anche in aula – È un tema di coerenza. Per la destra anconetana la tutela dei lavoratori resta uno slogan, ma quando c’è l’occasione di trasformarla in una misura concreta e possibile, si tira indietro. Noi continueremo a insistere. Perché la dignità del lavoro non può essere solo una parola: deve diventare una regola». «Era una scelta di coscienza civile – ha commentato a margine dei lavori consiliari il consigliere Giacomo Petrelli – ma hanno scelto di difendere il lavoro sottopagato. Non c’era alcun ostacolo tecnico o normativo: altri Comuni e altre Regioni lo fanno già. Qui ad Ancona la destra ha deciso consapevolmente di non farlo. Quando si usano soldi pubblici, la priorità dovrebbe essere garantire dignità e tutele, non accettare che qualcuno venga pagato 3,50 euro all’ora. Questa maggioranza ha perso un’occasione per dimostrare coerenza tra le parole e i fatti». La votazione finale ha registrato 11 sì e 17 no su 29 presenti.
Il Consiglio ha invece approvato con voti bipartisan altre tre mozioni relative l’istituzione di una panchina rosa per la prevenzione dei tumori femminili ne mese di ottobre (24 voti favorevoli); una mozione di condanna della repressione in Iran con solidarietà agli studenti iraniani presenti ad Ancona (22 sì) e l’inserimento della valutazione di impatto generazionale nel Documento unico di programmazione del Comune (20 voti favorevoli). La consigliera Silvia Fattorini (Ancona Protagonista) ha presentato la mozione sull’Iran cofirmata con il consigliere Francesco Andreani (Ripartiamo dai Giovani), sottolineando la grave repressione in corso e la necessità che Ancona, città universitaria, offra sostegno concreto agli studenti iraniani colpiti dalle conseguenze della crisi. La proposta chiede non solo una condanna formale, ma anche misure operative: supporto economico, servizi, orientamento amministrativo e sostegno psicologico.
«Ci sono momenti nei quali la politica è chiamata a ricordare a sé stessa la propria ragion d’essere più profonda: non l’amministrazione dell’ordinario, ma la difesa della dignità umana quando essa viene negata, calpestata, repressa.- ha detto al microfono Fattorini – La mozione che oggi sottopongo a questo Consiglio nasce da uno di questi momenti. Il Consiglio Regionale delle Marche ha già espresso all’unanimità una posizione chiara e responsabile. Oggi chiediamo che il Comune di Ancona faccia la propria parte, in raccordo con la Regione, con l’Università Politecnica delle Marche, con Erdis, con il tessuto associativo del territorio, affinché nessuno di questi studenti venga lasciato solo. Questa mozione non chiede gesti simbolici. Chiede azioni: sostegno economico straordinario, accesso facilitato ai servizi, orientamento amministrativo, supporto psicologico, coordinamento stabile tra istituzioni. Chiede, in una parola: responsabilità».
Infine, è stata approvata l’introduzione della Valutazione di Impatto Generazionale (Vig), illustrata da Francesco Andreani. Lo strumento, previsto dalla legge nazionale 167/2025 e già adottato in altre città, mira a valutare come ogni politica pubblica incida sui giovani tra i 14 e i 35 anni, attraverso monitoraggio, trasparenza e coordinamento istituzionale, senza nuovi oneri di spesa. «Non chiediamo impegni di spesa al Comune, non chiediamo nuove strutture, non chiediamo rivoluzioni amministrative. Chiediamo di iniziare ad utilizzare uno strumento funzionale e versatile che consentirà di comprendere meglio come migliorare la qualità della vita dei nostri ragazzi. Come gruppo Ripartiamo ai Giovani, crediamo che una città che vuole guardare al futuro debba dotarsi di strumenti che misurano ad impatto del proprio scelte» ha evidenziato il consigliere proponente. In apertura di seduta, come stabilito con i capigruppo, il presidente del Consiglio comunale Simone Pizzi, ha commemorato i martiri delle foibe, in occasione del Giorno del Ricordo.
(Redazione CA)
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