Tornano a denunciare le criticità legate al nuovo bando di mobilità interna dell’Ast di Ancona, pubblicato dopo quattro anni di assenza, le sigle sindacali Fsi Usae, Csa e Fials segnalando, a loro giudizio, disparità di trattamento e mancato dialogo. «A novembre 2025 la Direzione Ast decide finalmente di muoversi, ma solo per il personale sanitario e socio sanitario ( Infermieri, Oss e altre professioni sanitarie) essenziali per la tenuta dei Servizi. – si legge in una nota a firma congiunta – Per Tecnici e Amministrativi la Ast di Ancona promette un bando separato da emanare entro il 31 gennaio 2026. Promessa disattesa, come tantissime altre questioni riportate nel precedente comunicato stampa. Il Regolamento viene pubblicato il 9 maggio 2025 con un requisito di accesso chiaro: almeno due anni di anzianità di servizio a tempo indeterminato presso l’Ast di Ancona. Scadenza delle domande da presentare fissata al 5 gennaio 2026, poi prorogata su richiesta della maggioranza della Rsu al 15 gennaio. Fin qui, tutto regolare se nel frattempo non si tenesse conto che poco prima dell’uscita dell’avviso di mobilità si rimescolano, nelle “oscure stanze del potere” le carte. In una nuova determina datata novembre 2025 il requisito relativo all’anzianità di servizio magicamente cambia, estendendolo a tutto il Servizio Sanitario Nazionale. Nessuna modifica viene apportata al contempo all’avviso di mobilità, né è stato modificato il relativo campo sulla domanda di partecipazione. Ma siamo solo all’inizio. E sono già passati 9 mesi».
Le organizzazioni sindacali Fsi Usae, Csa e Fials evidenziano fin da subito disparità di trattamento e mancanza di coerenza nelle decisioni aziendali. Il regolamento inizialmente prevedeva come requisito almeno due anni di anzianità a tempo indeterminato presso l’Ast di Ancona. Tuttavia, con una determina successiva, il requisito viene modificato estendendolo all’intero Servizio Sanitario Nazionale, senza che l’avviso pubblico e la domanda di partecipazione vengano aggiornati. «In una nuova determina datata novembre 2025 – prosegue il comunicato – il requisito relativo all’anzianità di servizio magicamente cambia, estendendolo a tutto il Servizio Sanitario Nazionale. Nessuna modifica viene apportata al contempo all’avviso di mobilità, né è stato modificato il relativo campo sulla domanda di partecipazione. Ma siamo solo all’inizio. E sono già passati 9 mesi. Il 27 gennaio 2026, a bando scaduto da dodici giorni, accade qualcosa di anomalo».
La situazione si complica ulteriormente. «La Direzione Ast convoca un tavolo sindacale per riaprire i termini e modificare il requisito di partecipazione, chiedendo l’avallo alla Rsu ed Oss, quando le norme vigenti prevedono, che a bando scaduto l’Amministrazione ritira, in autotutela il bando, ne emana uno ulteriore con il requisito di accesso cambiato. – scrivono le organizzazioni sindacali – Quindi non più solo anzianità a tempo indeterminate maturata in Ast di Ancona, poi trasformata in Servizio Sanitario Nazionale, ma incluendo anche il servizio a tempo determinato e in maniera anche non continuativo. In pratica si adattano A richiesta di alcune organizzazioni indacali le regole previste dalle norme che disciplinano i bandi e concorsi, dopo che il gioco è fatto.».
Fsi Usae, Csa e Fials si oppongono. «Non tanto nel merito della modifica, quanto nel metodo che viola le norme che disciplinano bandi e concorsi nella Pubblica Amministrazione. La maggioranza Rsu firma il regolamento di mobilità, tace sul requisito previsto durante tutta la durata del bando, e solo a scadenza avvenuta chiede di riaprire il bando con criteri totalmente diversi e forse più consoni ai propri iscritti. È un precedente pericoloso che mina la trasparenza, la legittimitàa e certezza delle procedure». Un altro punto critico rilevato dalle sigle sindacali riguarda numerosi lavoratori con limitazioni fisiche certificate «in gran parte osteomuscolari»), ricollocati da anni in mansioni amministrative o al Cup, Portinerie, Uffici Amministrativi ma ancora formalmente inquadrati come personale socio-sanitario.
«Attendono dall’anno 2017 il cambio del profilo, dopo aver vinto regolarmente un precedente bando di mobilità interna, che invece prevedeva detto profilo. Svolgono da anni un lavoro tecnico e amministrativo, ma di fatto restano inquadrati come dipendenti Socio Sanitari. La Direzione Ast non ha mai voluto modificare il loro profilo professionale» e secondo i sindacati, questa situazione crea una distorsione nella dotazione organica e comporta anche possibili incongruenze nell’erogazione delle indennità. In chiusura di comunicato i sindacati firmatari contestano il metodo adottato dalla maggioranza Rsu e dalla Direzione, ritenendo che abbiamo modificato le regole a vantaggio di alcuni e di aver escluso altri senza un reale confronto.
«Si riapre il bando per alcuni, modificando i criteri a posteriori. Lo si chiude per altri, pur in presenza di palesi incoerenze contrattuali. E tutto questo avviene senza confronto reale e ascolto con le parti sociali di minoranza alle quali I lavoratori hanno demandato il diritto di rappresentarli, in un clima di relazioni sindacali ormai profondamente deteriorato. – conclude la nota – La maggioranza Rsu può avere i numeri per decidere. Ma una decisione, mero frutto di forza numerica assunta senza ascolto e senza equità tra organizzazioni sindacali non costruisce niente. Rompe gli equilibri e mina l’esercizio reale della democrazia e della pari dignità delle organizzazioni sindacali stesse. E le fratture prima o poi presentano il conto» chiudono Fsi Usae, Csa e Fials.
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