Cinema, Agostini e Rossetti:
«La comunicazione è essenziale
per raccontare le Marche» (Videointervista)

FILM - Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura: «Se non ci fosse la divulgazione la gente non conoscerebbe le nostre bellezze». Andrea Rossetti, responsabile della comunicazione: «La narrazione va al classico post blog, al reel fino al podcast»
Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission. Intervista al presidente Andrea Agostini e al responsabile comunicazione, Andrea Rossetti

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Da sinistra Andrea Agostini, Jessica Tidei e Andrea Rossetti

Un nuovo appuntamento con la Fondazione Marche Cultura Marche – Film Commission, quello ai microfoni di Radio Fm1. Ospiti del programma “Happy Togheter”, condotto da Jessica Tidei, sono stati il presidente proprio della Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission, Andrea Agostini, ed il responsabile della comunicazione Andrea Rossetti, che hanno parlato di tutto ciò che riguarda la comunicazione all’interno della fondazione. 

«La comunicazione è un asset importante del nostro lavoro. Le Marche sono splendide, ma se non ci fosse una loro divulgazione, la gente non le conoscerebbe – ha commentato il presidente Andrea Agostini – ecco allora che stiamo cercando di creare una nuova narrazione della nostra regione attraverso la cultura, il cinema e l’arte. Ad oggi le Marche vengono conosciute come un set a cielo aperto, ad esempio, per tante produzioni. Questo anche grazie al lavoro che fa Andrea Rossetti, che è il nostro responsabile alla comunicazione, insieme a tutto il suo team. Ultimamente a Fermo si sta tenendo una mostra fotografica eccezionale dedicata a Mario Dondero, presso il Terminal, con oltre 80 immagini del famoso fotografo. Una mostra aperta fino al 12 di aprile, il sabato e la domenica. Questa, ad esempio, è un’esperienza che va veicolata. Per farlo – aggiunge il presidente – non basta il classico taglio del nastro ma va raccontata e ricordata. Per questo ci siamo recati alla mostra e l’abbiamo raccontata attraverso i social, creando curiosità intorno a questo evento e cercando di avvicinare il pubblico». 

«Bisogna andare a comunicare dove il pubblico è più presente, quindi non c’è luogo migliore dei social –  aggiunge Andrea Rossetti – lo dobbiamo fare con un linguaggio diverso e differente, come pochi fanno. Si tratta di un linguaggio istituzionale, ma anche smart e di approfondimento, il tutto condensato in pochi minuti, a volte secondi. Quindi per quanto riguarda la mostra di Dondero di cui parlava il presidente Agostini, siamo andati, abbiamo comunicato attraverso interviste, video etc., creando una sorta di servizio giornalistico di pochi minuti. Con il nostro lavoro cerchiamo sempre di aprire dei focus sui settori di cui si occupa la Fondazione, dando la possibilità al pubblico interessato di avere qualsiasi tipo di informazione ed approfondimento dei vari eventi. Abbiamo creato un servizio di semi-live, nel senso che raccontiamo l’evento quasi in tempo reale».

Comunicazione e narrazione che negli ultimi anni sono letteralmente cambiati con l’avvento delle nuove tecnologie e dei canali di riferimento. 

«Noi ci occupiamo di narrazione e non lo facciamo solo con il linguaggio standard e tradizionale. Passiamo dal classico post blog, al reel fino al podcast e ci occupiamo anche di una comunicazione attenta alla stampa tradizionale – ha sottolineato Rossetti – ovviamente ci sono anche delle difficoltà di cui dover tenere conto. Innanzitutto saper scegliere cosa raccontare e cosa no, visto che sui social bisogna essere concisi e diretti, avendo pochi secondi a disposizione per catturare l’attenzione del pubblico. Poi bisogna usare un linguaggio semplice e accessibile a tutti, ma anche autorevole, perché siamo una fondazione e dobbiamo essere seri e credibili. Un’altra difficoltà è quella di far capire che comunque i nostri contenuti non sono amatoriali pur essendo fatti con un cellulare comune come quello di un qualsiasi utente, anche su questo abbiamo prestato attenzione e siamo cresciuti molto». 

Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission non si ferma mai ed è già proiettata per veicolare ulteriormente il nostro territorio e raggiungere obiettivi sempre più importanti, tra questi il riconoscimento di Ancona come capitale italiana della cultura 2028. 

«Una soddisfazione da parte nostra vedere che in tre anni di lavoro siamo arrivati ad avere due serie televisive in prima serata, “Balene” in Rai e ora “Colpa dei sensi” su Mediaset. Mi piacerebbe che venissero prodotte le seconde stagioni di entrambe le fiction. Speriamo comunque di continuare ad avere player di assoluto livello come questi. Per quanto riguarda il futuro prossimo – ha concluso Andrea Agostini – a breve uscirà il bando per il sostegno all’audiovisivo con il quale speriamo di avere nuove splendide produzioni.

Poi ci sono altre produzioni che arrivano dai bandi precedenti e sono pronte a partire. Tra i progetti c’è poi quello di Ancona capitale della cultura 2028, che stiamo sostenendo insieme ad altri enti. Noi ci stiamo occupando della narrazione di Ancona, promuovendo la comunicazione della città e delle sue bellezze. Il tutto lo facciamo anche attraverso la narrazione filmica, come è accaduto con la serie “Balene”.  Speriamo che il ministero della Cultura possa cogliere la forza di Ancona attraverso tutta la narrazione che stiamo facendo. Questa candidatura, tra l’altro, non rappresenta solo la città dorica ma l’intera regione che si rispecchia nel suo capoluogo. L’eventuale scelta di Ancona come capitale della cultura sarebbe una grande opportunità per tutto il territorio». 

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