Club Scherma Jesi,
un’eccellenza da record
celebrata dal Lions

STORIA di una leggenda sportiva: dalle prime stoccate nel 1947 ai due portabandiera olimpici, tra sfide economiche e traguardi mondiali mai visti

I relatori della serata

Il Lions celebra il Club Scherma Jesi e durante un recente incontro con i soci è stata illustrata la storia della società sportiva con più medaglie olimpiche al mondo con 14 ori, 6 argenti, 6 bronzi. A tracciare storia, successi e passione il Presidente Onorario Alberto Proietti Mosca, il Presidente Maurizio Dellabella e l’ex schermidore Massimo Albonetti (questi ultimi due entrambi soci Lions).

Albonetti ha ripercorso le tappe iniziali partendo da Ezio Triccoli che si innamorò di questa disciplina sportiva in un campo di prigionia in Sud Africa, e «che con impareggiabile passione portò a Jesi nel 1947 tenendo le redini sino al 1986, anno nella sua scomparsa». Dalla prima improvvisata sede in Vicolo della Pace, in pieno centro storico ai successivi trasferimenti, al Teatrino Acli in Via Pergolesi nel 1961 (per cui la società si denominò appunto Acli Scherma Jesi) e poi nel Palazzetto di via Solazzi nel 1973 (da allora con la denominazione Club Scherma Jesi) la guida di Ezio Triccoli ha consentito in quasi 40 anni il raggiungimento di innumerevoli successi. «Con un carattere assolutamente volitivo e di grande temperamento, la figura di Triccoli si caratterizzò per la totale dedizione alla disciplina e per una visione innovativa delle tecniche di combattimento con invenzione di nuove modalità di “stoccata”, tanto da suscitare invidie ed accuse non tante velate di personaggio “eretico” nel mondo schermistico», ha sottolineato Albonetti.

Carattere che, secondo quanto espresso da Alberto Proietti Mosca, Presidente del Club Scherma Jesi dal 1978 al 2017, «si integrò con momenti di assoluta collaborazione alternata ad inevitabili attriti con una figura di pari temperamento e di fondamentale importanza nella storia della scherma jesina, il Maestro Lamberto Magini, Presidente nella fase emergente della società fino al 1978 a cui devono essere riconosciute abilissime strategie nel tessere relazioni con la Federazione Nazionale che consentirono, accanto ai successi sportivi, la costruzione del Palazzetto di Via Solazzi. Sicuramente un momento magico che si caratterizzò per una particolare attenzione da parte della Federazione Nazionale sempre più attratta dai risultati raggiunti dalla emergente scherma jesina, anche per sovvertire il periodo piuttosto opaco di risultati ottenuti nel panorama nazionale».

L’intervento di Proietti Mosca è proseguito con un elenco di trionfi sportivi e di campioni che la scherma jesina ha prodotto negli anni. «Dai primi campioni nazionali negli anni Sessanta e Settanta, ai successivi allori olimpici dagli anni Ottanta, il Club Scherma Jesi può anche vantare 2 finali olimpiche tra atlete jesine, 2 portabandiera nelle manifestazioni di apertura dei Giochi Olimpici, il premio Collare d’oro, unica società sportiva in Italia premiata dal Coni sebbene con meno di 100 anni di attività e, non da ultimo, aver contribuito ad una vera e propria “riforma” della scherma italiana in una versione di maggiore fisicità e di tecniche di combattimento che hanno consentito i risultati raggiunti – ha ricordato Proietti Mosca – Come spesso accade nella vita, allori purtroppo intervallati da profonde difficoltà economiche nella storia del Club Scherma Jesi, mai venuta meno a principi di corretta rendicontazione, spesso superate grazie alla sensibilità da parte di un locale Istituto bancario».

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