Provincia, lo strappo di Paolorossi:
«Io non ci sto, i vostri giochi di potere
allontanano la gente»

AL VOTO - Il sindaco di Filottrano rinuncia alla candidatura e attacca il centrodestra: «Basta tempi morti, la mia politica è differente. Ciccioli? Non accetto lezioni»

Luca Paolorossi

E’ un vero e proprio terremoto politico quello che in queste ore sta scuotendo il centrodestra Anconetano.
Quello che infatti doveva essere il “passo avanti” per riconquistare la Provincia (candidature entro il 23 febbraio e voto il 15 marzo ndr) si è trasformato in un durissimo “passo indietro”. Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano ed esponente della Lega, sbatte la porta e rinuncia alla corsa per la presidenza, pubblicando sul proprio profilo Facebook una cronistoria dettagliata di mesi di incontri, promesse e, soprattutto, di silenzi.
La miccia che ha fatto esplodere il “vulcano” di Filottrano, Luca Paolorossi, è stata la gestione delle tempistiche da parte dei vertici della coalizione, in particolare di Fratelli d’Italia. «Al professor Carlo Ciccioli dico: no, caro. Questi non sono i tempi della politica, sono i tempi dei politici», esordisce il sindaco nel suo sfogo Social. Il riferimento è alla strategia dell’attesa che, secondo Paolorossi, logora il consenso e allontana quel 50% di cittadini che ormai ha rinunciato alle urne.
«Se voi in Fratelli d’Italia siete abituati così, io non ci sto», rincara la dose, rivendicando una visione pragmatica da imprenditore contro quella che definisce una politica da «poltronari».

Ecco poi che il sindaco filottranese ripercorre tappa per tappa il suo percorso, iniziato a ottobre con il via libera di Giorgia Latini (Lega) e proseguito con una serie di “pellegrinaggi” istituzionali: da Francesco Acquaroli al vertice a Roma con il ministro Salvini, passando per Ciccioli, Daniele Silvetti, Massimo Olivetti e anche Francesco Battistoni, incontrato nei corridoi della Camera.
Nonostante i pareri favorevoli raccolti singolarmente, la coalizione non ha mai formalizzato la candidatura, sprofondando in quello che Paolorossi definisce un «logoramento da tempi morti».
L’affondo finale del sindaco di Filottrano non risparmia nemmeno la gestione interna della macchina comunale, lamentando il potere eccessivo dei tecnici che «dettano i tempi di reazione» con il benestare di assessori compiacenti. «La mia politica è differente: bisogna accorciare i tempi. Parola d’ordine: velocizzare, altrimenti si va a casa».
Paolorossi chiude poi con un riferimento esplicito alla “modalità Bandecchi” (sindaco di Terni e poi presidente dell’omonima provincia ndr): un invito ai «demoralizzati e ai rallentati», a farsi da parte.

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