Candidatura Ancona Capitale Cultura 2028:
conto alla rovescia per l’audizione al Ministero

GIOVEDI’ mattina dalle ore 10 in diretta streaming dalla Sala Spadolini sarà presentato il progetto con spazio dedicato alle domande della Giuria. Nella delegazione istituzionale che raggiungerà Roma, tra gli altri, il sindaco Silvetti, l’assessore Paraventi, il governatore delle Marche Acquaroli e il rettore Univpm Quagliarini

Il porto di Ancona (foto d’archivio)

Giovedì 26 febbraio Ancona sosterrà a Roma l’audizione pubblica per la selezione della Capitale italiana della cultura 2028, fase decisiva del percorso avviato con la presentazione del dossier di candidatura. Le audizioni delle città finaliste si svolgeranno nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura e saranno trasmesse in diretta streaming sul canale ufficiale del Ministero (quella di Ancona a partire dalle ore 10), così da garantire massima trasparenza e partecipazione pubblica. Ogni Comune avrà a disposizione sessanta minuti complessivi: trenta dedicati alla presentazione del progetto e trenta riservati alle domande della Giuria. Nella prima parte per la nostra città interverranno il sindaco Daniele Silvetti, l’assessore alla Cultura Marta Paraventi, il direttore creativo Anghela Alò, il presidente della Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini, il rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini. Nella seconda parte, dedicata alle domande che potranno spaziare dalla sostenibilità economica alla governance e cabina di regia, dalla visione alle infrastrutture, potranno intervenire anche la dirigente Cultura e Turismo Viviana Caravaggi, la professoressa Serena Chiucchi dell’Università Politecnica, il direttore di Marche Teatro Giuseppe Di Pasquale. Concluderà l’audizione di Ancona 2028 l’intervento del governatore delle Marche Francesco Acquaroli.

Daniele Silvetti

«Siamo pronti con tutta la delegazione istituzionale che ringraziamo per la folta partecipazione – commentano il sindaco Daniele Silvetti e l’assessore alla Cultura Marta Paraventi – a presentare Ancona 2028, la nostra visione di città che mette la cultura al centro dello sviluppo. Ci sentiamo forti della partecipazione e della vicinanza dei cittadini. Ancona attende questo momento che ha voluto celebrare attraverso una mirata campagna di comunicazione articolata in stendardi, totem, manifesti e l’illuminazione giallo oro dei monumenti della città».

Marta Paraventi

«È con orgoglio e responsabilità che la Regione Marche accompagna la città di Ancona in questa audizione presso il Ministero della Cultura, così come ha fatto negli anni passati sostenendo le altre città marchigiane che si sono candidate – aggiunge il governatore delle Marche Francesco Acquaroli -. La Regione crede profondamente in questo percorso e lo sostiene con convinzione, perché investire nella cultura significa investire nella crescita dei territori e nella qualità della vita. Essere tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura rappresenta già un riconoscimento significativo, di un progetto fondato su identità, visione e partecipazione. Ancona, città di origine greca e storicamente ponte tra Italia, Balcani, Adriatico e Mediterraneo, ha costruito nei secoli la propria storia sull’incontro tra popoli e culture, diventando un simbolo di dialogo e cooperazione europea. Il dossier “Ancona. Questo Adesso” interpreta questa eredità in chiave contemporanea, presentando non solo una candidatura culturale, ma un piano concreto di rigenerazione urbana, sociale ed economica con particolare attenzione ai giovani, chiamati a essere protagonisti del futuro della città. Ringrazio tutti i soggetti che hanno collaborato a questa proposta condivisa, autentica e radicata nel territorio, capace di unire memoria e innovazione, patrimonio e futuro».

Francesco Acquaroli

«Andiamo a Roma per dimostrare che Ancona può guidare una trasformazione nazionale fondata su cultura, accessibilità e creatività – prosegue la direttrice creativa del dossier Anghela Alò – non presenteremo solo un calendario di eventi, ma  una proposta  di rigenerazione culturale. Non sarà solo una esposizione di un elenco di progetti, ma la visione di un  ecosistema, una rotta che siamo pronti ad intraprendere». L’audizione si inserisce nella fase finale della procedura nazionale che ha portato alla selezione delle città finaliste tra le candidature presentate al Ministero. Al termine delle sessioni pubbliche la Giuria formulerà la proposta al Ministro della Cultura che procederà alla proclamazione ufficiale della città vincitrice, prevista entro la fine di marzo. Il titolo di Capitale italiana della cultura comporta l’assegnazione di un contributo statale di un milione di euro a sostegno del programma culturale presentato.

La valutazione è affidata a una Giuria composta da sette esperti indipendenti nominati con decreto ministeriale, con competenze nei settori della cultura, della valorizzazione territoriale e del turismo. I criteri di selezione, definiti dal bando nazionale, prendono in considerazione la qualità e la coerenza del progetto culturale, la capacità di generare coesione e inclusione sociale, la sostenibilità economica e organizzativa, il coinvolgimento di partner pubblici e privati, l’innovazione, l’attrattività turistica e l’impatto duraturo sul territorio. Rilevano anche la solidità del cronoprogramma, la presenza di investimenti che restino patrimonio della comunità e l’allineamento agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Marco Fioravanti

«Sosteniamo con convinzione la candidatura di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028” – commnta il rettore Univpm prof. Enrico Quagliarini – Ancona si presenta pensando alla sua storia ma anche al suo futuro dove giovani chiedono opportunità, spazi, visioni. Le città portuali hanno sempre vissuto di incontri, di scambi, di coraggio. Ancona è stata per secoli un ponte tra culture e oggi l’Università Politecnica delle Marche raccoglie e rinnova questa vocazione: accogliendo studenti, studentesse e ricercatori e ricercatrici da tutto il mondo. Nella costruzione del Dossier – continua il rettore – abbiamo operato come istituzione integrata, agendo su tre assi principali: la rigenerazione urbana, la valorizzazione del patrimonio culturale grazie a strumenti digitali innovativi e la misurazione dell’impatto, Ancona 2028, infatti, lascerà una legacy concreta e misurabile. Noi ci siamo, con competenza, con passione, con la convinzione che Ancona possa essere nel 2028 non solo una Capitale della Cultura, ma un laboratorio di futuro per l’Italia».

Palazzo del Popolo

«Siamo particolarmente lieti che la candidatura di Ancona Capitale della Cultura 2028 possa proseguire il suo percorso e sia tra le finaliste – conclude di Marco Fioravanti presidente di Anci Marche – In quanto unica città marchigiana che concorre a questo titolo, rappresenta l’intero territorio regionale: siamo convinti che l’eventuale aggiudicazione avrebbe positive ricadute per tutti i comuni della Regione. Sarebbe un successo che andrebbe molto al di là dei confini del capoluogo e per questo, come Anci Marche, continuiamo convintamente a sostenere la candidatura partecipando anche all’Audizione nella quale tutto il Comitato Promotore proverà a convincere la commissione che Ancona sia la scelta giusta».

 

Capitale italiana della Cultura 2028, Ancona stacca il pass per la finale

 

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