
Una Volante a Torrette
A Torrette tentano di raggirare una impiegata osimana di 60 anni con la famigerata ‘truffa dello specchietto’ ma mentre insistono per convincerla a consegnare 3-400 euro in contanti per i presunti danni subiti, vengano intercettati dalle auto civetta della Squadra Mobile e della Polizia locale di Ancona, già impegnate in un servizio di controllo. Parte un inseguimento da film al termine del quale scatta l’arresto dell’aspirante truffatore, un 22enne di origini siciliane alla guida del mezzo, per il reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale consumato, pare, nel tentato di investire un agente durante la fuga. E’ successo questa mattina ad Ancona, tutto in una decina di minuti, tra le sirene che risuonavano in via Conca.
«Per me è stato un incubo e mi chiedo come sia potuto accadere proprio a me che sto sempre molto attenta a ciò che mi accade attorno – racconta la vittima M.G.M.– Verso le 10.15 stavo percorrendo al volante della mia auto via Flaminia per raggiungere l’ospedale di Torrette dove dovevo sottopormi a un esame diagnostico. Ad un certo punto la mia attenzione viene attirata da un’auto bianca sulla corsia di emergenza, la supero seguendo il mio percorso di marcia. Poco dopo avverto però uno strano rumore, come se avessi colpito qualcosa. Rallento ma non vedo ostacoli. Dallo specchietto retrovisore noto che lo stesso veicolo ha iniziato a seguirmi».

Una pattuglia della polizia locale in servizio
Arrivata al semaforo il conducente della vettura bianca affianca l’osimana, facendole cenno di accostare.
«Entriamo con le auto nell’area del distributore carburanti. – prosegue la 60enne – Scendo e mi insospettisce subito l’incrinatura vistosa sullo specchietto laterale dello sportello della sua auto. Gli domando, quasi con ironia conoscendo bene l’insidia dei truffatori, se per caso l’ho causato io. Lui, un giovane con spiccato accento del sud, insieme ad un secondo passeggero, una ragazza con un bambino in braccio, non si scompone. Dice di no ma mi chiede invece l’immediato risarcimento di 300 o 400 euro in banconote per il danneggiamento provocato a suo dire al parafanghi posteriore della sua vettura. Sostiene che l’avrei urtato mentre ero in corsa a bordo della mia. Mi spiazza ma con più di una perplessità gli faccio notare che sul mio non ci sono segni di collisione e che è improbabile che ci sia stato uno scontro tra i due mezzi».
L’osimana argomenta con insistenza tutti i suoi dubbi ma ha fretta e allora propone all’interlocutore di compilare il modulo di constatazione amichevole per coinvolgere l’assicurazione. I due continuano a pretendere denaro. In quel preciso istante succede qualcosa che velocizza e cambia la scena. «Vendiamo muoversi verso di noi sempre nell’area del distributore un’altra auto bianca. – prosegue – Dal finestrino spunta una mano che sistema un lampeggiante sul tettino del mezzo. Si sente un vociare e i due giovani con il bimbo, con uno balzo felino risalgono in auto e si danno alla fuga inseguiti proprio dall’auto che nel frattempo ha acceso anche la sirena. Si è svolto tutto così in fretta che in quell’istante non ho valutato che potesse trattarsi di poliziotti in borghese, ma piuttosto di due bande che si stessero fronteggiando. E ho avuto ancora più paura».

La questura di Ancona
Un’ora dopo l’osimana ho ricevuto sul cellulare la telefonata di un poliziotto della Squadra Mobile della questura di Ancona che la rassicurava e la invitava a formalizzare la denuncia della tentata truffa in concorso negli uffici di via Gervasoni.
«Ci sono andata subito per senso civico. Ho pensato che questa brutta esperienza non deve succedere più a nessuno. – sottolinea – Ho ringraziato i poliziotti che stamattina mi avevano salvato dal raggiro scoprendo che stavano svolgendo un servizio in borghese con la Polizia locale a Torrette. Proprio gli agenti della polizia locale di Ancona che si trovavano sul piazzale del distributore, percependo quello che stava accadendo, hanno fatto scattare l’inseguimento culminato con l’arresto di quel giovane che avrebbe tentato di investire un agente e che domani dovrebbe comparire per la convalida davanti al giudice in tribunale». Durante la perquisizione sarebbero stati trovati anche dei sassi, spesso usati come stratagemma per colpire le auto prese a bersaglio e per simulare il fragore di un impatto.
(m.p.c.)
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