di Gino Bove
Dalla “Carta di Ancona” del 1999 alla sfida per diventare Capitale italiana della Cultura 2028.
È questo il filo rosso dell’audizione al Ministero della Cultura, dove il sindaco di Ancona Daniele Silvetti ha illustrato il dossier della città dorica intrecciando vocazione al dialogo, politica culturale, inclusiva e marinara.
Presente a Roma anche Francesco Acquaroli, presidente della Regione, che ha evidenziato la centralità del capoluogo e delle Marche in chiave nazionale e internazionale: «Siamo l’unica regione che si declina al plurale. Abbiamo pensato al rilancio della regione attraverso Ancona, puntando sul Parco del Conero, sull’università e sulle infrastrutture. Crediamo tantissimo in questa candidatura, che sarebbe non solo un riconoscimento della storia, ma anche una spinta verso il futuro per un territorio che può diventare ancora più protagonista».

Il presidente Anci Marche, Marco Fioravanti
All’audizione è intervenuto anche il sindaco di Ascoli Piceno e presidente Anci Marche, Marco Fioravanti, che ha sottolineato l’importanza di valorizzare tutto il territorio regionale: «È fondamentale che le aree colpite dal terremoto trovino opportunità concrete di rigenerazione culturale e sociale per non lasciare indietro nessuna comunità». A completare la presentazione, l’assessore comunale Marta Paraventi ha illustrato la struttura del dossier di candidatura: il documento presenta oltre 80 idee e si articola in quattro macroaree progettuali: “Questo Mare”, “Via Maestra”, “Adesso Parco” e “Mare Culturale”. Si tratta di una mappatura che valorizza il territorio tra mare e parco, storia e futuro, integrandosi con le strategie di rigenerazione urbana e il piano urbanistico cittadino. L’assessore ha sottolineato inoltre il ruolo fondamentale dei giovani: per la realizzazione dei progetti contenuti nel documento è stata volutamente pensata una governance under 35, con tavoli tematici dove i ragazzi vengono coinvolti direttamente nelle decisioni. A sottolineare il legame tra giovani e città è intervenuto anche il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini, che ha ricordato come l’ateneo accoglie studenti e ricercatori da tutto il mondo.

L’intervento del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli
Le domande della commissione hanno insistito su un punto preciso: cosa rimarrà ai cittadini dopo la candidatura e l’eventuale scelta di Ancona (visto anche il milione di euro messo sul tavolo dal Ministero per la città vincitrice)? Per i sostenitori, la percezione di una città associata alla cultura ma anche una destinazione turistica. Non solo. Silvetti ha spiegato che Palazzo del Popolo è impegnato già ora in una pianificazione complessiva del porto e della città: «Abbiamo attivato il nuovo piano urbanistico generale e, in termini di rigenerazione urbana, stiamo immaginando Ancona nei prossimi 50 anni. Il fatto che abbiamo destinato 7 milioni di euro per l’anno della celebrazione, cioè il 2028, non esaurisce il budget, che è stato anzi implementato con 53 milioni di euro per tutte le attività di ripristino, recupero e restauro degli immobili della cultura e non solo. A questo possiamo aggiungere, grazie al commissario Straordinario alla ricostruzione post-sisma 2022, altri 70 milioni di euro. Questa è la forza e la dote che riusciamo a mettere in campo per riqualificare luoghi della cultura, i luoghi pubblici, dello sport e dell’aggregazione giovanile». Ancona è in sfida con Anagni, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana, Tarquinia. Proclamazione della città vincitrice entro il prossimo 27 marzo.
Candidatura Ancona Capitale Cultura 2028: conto alla rovescia per l’audizione al Ministero
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati