Il dolore diventa responsabilità:
lo Stato incontra le famiglie
della Lanterna Azzurra

CORINALDO - Fazio Fabini: «C'è stata la risposta che ci si attendeva. Abbiamo trovato delle persone disposte ad ascoltarci e la loro partecipazione non era solo di facciata ma reale». Incrementati anche i controlli nei locali

L’incontro di oggi pomeriggio a Palazzo Chigi

di Sabrina Marinelli

Il segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Carlo Deodato, ha incontrato oggi a Palazzo Chigi i familiari delle vittime della tragedia di Corinaldo. La strage è avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 nella discoteca Lanterna Azzurra, dove persero la vita 6 persone mentre altre 59 rimasero ferite. Il segretario generale ha rinnovato la profonda vicinanza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ha assicurato il sostegno e l’attenzione di Palazzo Chigi. È stato un momento di ascolto, durante il quale i familiari hanno rinnovato l’appello a non dimenticare la vicenda e hanno sottolineato l’importanza di mantenere alto l’impegno per garantire la sicurezza nei locali e nei luoghi di aggregazione.

Le famiglie ricevute a Palazzo Chigi

Nel corso del colloquio, hanno inoltre espresso l’auspicio che possa concludersi rapidamente l’iter parlamentare per l’istituzione della “Giornata nazionale per il diritto al divertimento in sicurezza”.  Tutti soddisfatti, come conferma Fazio Fabini, che nelle scorse settimane aveva scritto una lettera alla premier Meloni. «C’è stata la risposta che ci si attendeva – spiega il padre di Emma – nel senso che siamo stati accolti molto bene, abbiamo trovato delle persone disposte ad ascoltarci e la loro partecipazione, almeno per come l’abbiamo intesa noi, non era solo di facciata ma reale.

La delegazione marchigiana a Roma

Ci hanno assicurato – prosegue Fabini – che si attiveranno per fare in modo che le commissioni di vigilanza rispettino di più la legge, visto che è lì l’anello debole della catena dei controlli, perché possano svolgere il loro compito nel migliore dei modi. Hanno dato delle risposte positive per quanto riguarda la richiesta della giornata del ricordo. Il segretario Diodato si è anche impegnato a mantenersi in contatto con noi, ci siamo scambiati i ricapiti, per essere informati continuamente di quelle che sono le iniziative riguardo al ricordo. La vicinanza c’è». All’incontro ha preso parte anche l’onorevole Antonio Baldelli. «Oggi, insieme ai familiari delle vittime della tragedia della Lanterna Azzurra di Corinaldo e alla presidente del CoGeU, siamo stati ricevuti alla Presidenza del Consiglio – commenta il parlamentare marchigiano di Fratelli d’Italia -. Il segretario generale, Carlo Deodato, ha ascoltato per oltre un’ora. Ha ascoltato davvero.

Luigina Bucci, presidente del CoGeU

Non abbiamo portato solo richieste. Abbiamo portato storie. Volti. Silenzi che pesano più di tante parole. Quella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 non è un capitolo chiuso. È una ferita che chiede ancora giustizia, verità, responsabilità. Ringrazio il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il dottor Deodato per la sensibilità e la vicinanza dimostrate. Dopo otto anni, quei genitori, quei fratelli, quei congiunti hanno avuto un incontro vero con lo Stato. Non una formalità. Un confronto sincero». Durante il colloquio è stato comunicato che il Ministro dell’Interno ha recentemente inviato una nota a tutti i Prefetti per rafforzare i controlli sulla sicurezza dei locali. «E’ un segnale concreto – aggiunge l’onorevole -. Perché la prevenzione non può essere episodica: deve diventare metodo, regola, responsabilità quotidiana. È stato un incontro istituzionale, ma anche profondamente umano, carico di emozioni autentiche. Ora è tempo di fare il passo successivo.

Giuseppe Orlandi, il padre di Mattia

La proposta di legge sulla Giornata nazionale del diritto al divertimento in sicurezza, depositata dopo quei fatti, deve tornare in Aula alla Camera e poi al Senato. Il suo obiettivo è semplice e alto insieme: fare in modo che uscire per ascoltare musica, per ridere con gli amici, per essere giovani, non diventi un rischio per la vita. La sicurezza non è di parte. È rispetto per i nostri figli. E uno Stato si misura proprio così: nella capacità di trasformare il dolore in responsabilità. Oggi – conclude – abbiamo ricordato e onorato, di fronte alle massime istituzioni della Repubblica: Emma, Asia, Mattia, Daniele, Benedetta, Eleonora. I loro nomi non sono memoria del passato ma un impegno per il futuro».

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