Ravenna ottiene il titolo di Capitale del mare 2026 e un contributo di 1 milione di euro per finanziare le attività di promozione della cultura marittima. Stamattina nella Sala monumentale della presidenza del Consiglio dei ministri, la città romagnola è stata proclamata vincitrice dal ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci battendo le altre 53 concorrenti, tra le quali era in corsa anche Ancona. «La nostra città rivolge le proprie congratulazioni alla città di Ravenna per l’assegnazione del titolo di Capitale Italiana del Mare 2026, riconoscimento che valorizza il ruolo del mare come patrimonio condiviso dell’intero Paese. Il mare attraversa e unisce tutta la penisola, custodisce tradizioni e competenze, genera economie e cultura e favorisce la diffusione di buone pratiche ambientali, scientifiche e sociali che coinvolgono comunità costiere e territori dell’entroterra». Con queste parole l’assessore al Turismo Daniele Berardinelli, presente a Roma per la cerimonia di attribuzione del titolo, commenta l’esito della selezione nazionale, che ha visto competere 54 città italiane. La cerimonia, aperta dal Ministro per la Protezione e le politiche del Mare Nello Musumeci, si è tenuta nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi.
«Il percorso sviluppato con questa candidatura – prosegue l’assessore – rappresenta un punto di partenza. Ha permesso di costruire relazioni, di mettere in connessione progetti e di rafforzare alleanze tra soggetti diversi. Ora si apre una fase di sistematizzazione che consentirà di accompagnare la realizzazione degli interventi e di dare continuità alle collaborazioni attivate. Abbiamo tra l’altro parlato con il Ministro Musumeci e abbiamo preso un primo contatto con il sindaco di Ravenna Barattoni, che si è detto interessato a sviluppare insieme progetti in che riguardino il mare Adriatico, nell’interesse delle due città».
La candidatura di Ancona si è sviluppata attraverso il progetto “Ancona da Mare a Mare. Ecologia delle Coesistenze”, coordinato dal Servizio Turismo del Comune con il supporto tecnico di Marchingegno. Il percorso ha coinvolto assessorati e uffici comunali insieme con università, istituzioni culturali, imprese, associazioni e numerosi soggetti che operano sul mare, costruendo un lavoro condiviso che ha messo in relazione città, porto e territorio. Il dossier ha raccolto oltre 150 iniziative promosse da 118 soggetti insieme con più di cinquanta progetti del Comune. Il lavoro svolto durante la candidatura ha consentito di mettere in relazione proposte, competenze e interventi pubblici già presenti nella programmazione della città, creando una mappa di azioni, collaborazioni e progetti che costituisce oggi una base operativa per il futuro.
«Le candidature – osserva Berardinelli – rappresentano anche momenti di lavoro collettivo. In questo percorso Ancona ha riunito attorno allo stesso tavolo istituzioni, università, imprese e associazioni che operano sul mare. Ne è nata una mappa di azioni e collaborazioni che rappresenta un patrimonio concreto per la città. Questo lavoro dialoga naturalmente anche con la candidatura di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028, attualmente in finale, perché il mare è uno dei principali catalizzatori di relazioni e di produzione culturale».
Il percorso ha consentito anche di mettere a sistema numerosi progetti comunali, collocandoli all’interno di una visione unitaria del rapporto tra la città e il mare. Tra gli interventi già previsti nella programmazione delle opere pubbliche figurano la nuova Piazza della Repubblica, pensata come spazio urbano di relazione tra città e porto, gli interventi sulla Mole Vanvitelliana e su Porta Pia, il tracciato archeologico che collega dal porto al Duomo, con il recupero del sacello medievale come elemento di valorizzazione della stratificazione storica della città. In questa stessa impostazione rientra il lavoro per la riattivazione della Stazione marittima, che riguarda i servizi ai cittadini e il ruolo di Ancona come capoluogo e nodo portuale dell’Adriatico. Il dossier richiama inoltre le azioni dedicate al Passetto, uno dei luoghi del cuore della città recentemente riportato al centro dell’attenzione con il recupero e la nuova illuminazione della scalinata a mare, per il quale il Piano triennale delle opere pubbliche ha in programma importanti interventi per la manutenzione della falesia, e per il cui Monumento ai Caduti è in programma un importante intervento di manutenzione, in sinergia con la Soprintendenza, oltre a un progetto più ampio di valorizzazione dell’area. Tra i progetti comunali inseriti in questo quadro compare anche il passaggio da mare a mare in quota, pensato per rafforzare le connessioni urbane tra i diversi affacci della città sull’Adriatico.
La candidatura ha inoltre rafforzato una rete di collaborazioni sviluppate insieme con numerosi soggetti del territorio. Tra queste rientrano, ad esempio, le prospettive legate alla Coppa America sviluppate insieme con Marina Dorica, gli itinerari culturali europei Via Querinissima, Destination Napoleon e Iter Vitis, oltre ai progetti di gemellaggio con Venezia e Siracusa, che durante la fase di candidatura hanno registrato riscontri positivi direttamente da parte dei sindaci delle due città. Il Comune di Ancona proseguirà quindi il lavoro avviato con la candidatura attraverso la progressiva attuazione dei progetti e delle sinergie emerse nel percorso. Le diverse iniziative saranno presentate e sviluppate con passaggi successivi, man mano che entreranno nelle rispettive fasi operative. «L’obiettivo è – conclude Berardinelli – consolidare il sistema di relazioni costruito durante la candidatura, per accompagnare nel tempo la realizzazione dei progetti condivisi che consolidano e valorizzano il rapporto imprescindibile tra la nostra città e il nostro mare».
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