di Sabrina Marinelli
Colti sul fatto due finti carabinieri, arrestati martedì mattina a Montemarciano da quelli veri. I militari li hanno attesi fuori dall’abitazione di un 86enne, che avevano appena “ripulito”. In manette sono finiti una 50enne anconetana senza fissa dimora, con precedenti specifici per truffa, e un 33enne napoletano, residente a Rimini, già noto per reati contro il patrimonio. Ad assicurarli alla giustizia è stata una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile di Riccione, I militari hanno intercettato l’auto sospetta a Rimini, dove vive il giovane del 1993. Hanno quindi deciso di seguirla, pensando potesse mettere a segno qualche reato. L’hanno pedinata a distanza, seguendo il veicolo dopo aver imboccato l’autostrada in direzione sud. La pattuglia del Norm ha tallonato i sospettati per svariati chilometri finchè sono usciti dal casello di Montemarciano, diretti verso l’abitazione del pensionato. La vittima, classe 1939, ha ancora 86 anni. A quel punto sono restati ad osservare. Il 33enne è rimasto in macchina con il motore acceso, pronto a scappare. La donna è scesa. Ha suonato il campanello e si è introdotta nell’appartamento. E’ poi uscita, ha raggiunto il complice ma, appena salita in macchina, i due sono stati bloccati. La 50enne aveva addosso una collana d’oro e un prezioso orologio, di cui non ha saputo spiegare la provenienza. A chiarirlo è stato poi il pensionato. Ha riferito ai carabinieri, quelli veri, di aver ricevuto una telefonata da un maresciallo che lo informava di una rapina avvenuta con la sua macchina e che era necessario mandare a casa una collega per verificare che non fossero lì i gioielli rubati. L’ha quindi invitato a prendere quelli che aveva in casa e metterli sul tavolino per una verifica. Così ha fatto. La donna li ha prelevati per poter approfondire gli accertamenti. Stamattina presso il Tribunale di Ancona si è tenuta la convalida degli arresti. I due, difesi dall’avvocato Simone Campolattano di Rimini, hanno patteggiato 2 anni e 6 mesi ciascuno. La 50enne è stata trasferita in carcere, non avendo una casa dove scontare la pena, mentre il giovane è finito ai domiciliari nella sua abitazione di Rimini.
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