Ha provocato cambiamenti politici nel Consiglio comunale di Ancona e sollevato un vespaio di polemiche dalle Marche a Roma, la nomina di Tommaso Fagioli a presidente dell’Erap Marche. Eletto con Azione nel centrosinistra ma negli ultimi tempi vicino al centrodestra, Fagioli si è dimesso dal ruolo di consigliere comunale. Il suo seggio è stato quindi assegnato a Monica Melaranci, anche lei di Azione che gli subentrerà già nella seduta del prossimo 9 marzo. Con l’ingresso di Melaranci in aula, Azione entra di fatto nella maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Daniele Silvetti. La coalizione di governo sale a 21 consiglieri, mentre il centrosinistra scende a 11, rafforzando la posizione del sindaco di Ancona e spostando gli equilibri politici. Ieri in conferenza stampa il sindaco seduto vicino alla neo consigliera, ha accolto positivamente la sua scelta, considerandola un contributo utile all’azione amministrativa. Monica Melaranci ha invece spiegato di aver maturato la decisione perchè si riconosce nei valori del primo cittadino moderato.
All’interno di Azione sono state registrate subito fibrillazioni. Alcuni iscritti e militanti del partito, tra cui la delegata nazionale per la Provincia di Ancona Martina Bonci, hanno preso le distanze dalla scelta regionale rivendicando «la collocazione di Azione nell’area riformista del Terzo Polo che è distinto e distante dalle due attuali coalizioni, entrambe populiste» e sollecitando al segretario nazionale Carlo Calenda di procedere «al commissariamento immediato della struttura regionale». Chiesta inoltre «l’espulsione di Tommaso Fagioli per comportamenti gravemente lesivi della dignità del partito» e «l’avvio immediato di nuovi congressi trasparenti e democratici per restituire la parola agli iscritti. Azione non è un ufficio di collocamento per ambizioni personali, ma una comunità politica che esige rispetto, democrazia e coerenza».
Anche la reazione delle opposizione consiliare di centrosinistra di Ancona non si è fatta attendere. Pd, Ancona Futura, Altra Idea di Città e Diamoci del Noi criticano la decisione di Melaranci, ricordando che «è stata candidata con la coalizione di centrosinistra alle Elezioni comunali del 2023 e il suo risultato elettorale dipende anche dal lavoro di una lista chiaramente improntata ai valori del centrosinistra. Inoltre, ha confermato di condividere quei valori candidandosi con il centrosinistra anche alle recenti elezioni per i Consigli Territoriali di( Partecipazione (Ctp), dove è risultata eletta e ha anche assunto la carica di vicepresidente del Ctp7». Alla luce della sua intenzione di sostenere ora le politiche del centrodestra insieme a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, le forze di opposizione l’hanno invitata «a non accettare il seggio in Consiglio comunale e a rassegnare le dimissioni da consigliere e vicepresidente del Ctp 7, lasciando spazio a chi, onorando il valore della coerenza politica, desidera portare avanti le idee per le quali si è candidato. Secondo l’opposizione, questo cambio di schieramento rischia di compromettere la fiducia tra cittadini e istituzioni.
Si è fatto sentire anche Il presidente provinciale di Italia Viva, Luigi Leonarduzzi auspicando «che la neo consigliera voglia mantenere il suo impegno con gli elettori e scrivere una pagina di “buona politica”. I passaggi di schieramento rischiano di incidere, senza alcun conforto nella volontà degli elettori, anche sulle prossime elezioni provinciali dove Italia Viva, con Massimo Mandarano – capogruppo di “Casa Riformista – Progetto Marche Vive” nel Consiglio comunale di Ancona – e con altri eletti in vari Comuni del territorio, sostiene convintamente la candidatura di Daniele Carnevali a guida di una coalizione di centrosinistra».
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