«Ieri sera ho partecipato all’assemblea del rione Villa Musone. Un incontro che avrebbe dovuto affrontare altri temi ma che l’amministrazione comunale ha utilizzato, fuori dall’ordine del giorno, per presentare il progetto di riqualificazione di Piazza Kennedy. Si tratta di un intervento finanziato con 500.000 euro della Regione Marche, risorse che dovranno essere condivise anche con Piazza Padre Pio di Villa Costantina. Per l’occasione erano presenti lo studio di progettazione incaricato, che ha illustrato tre possibili soluzioni progettuali, e il fornitore delle pietre che dovrebbero costituire la pavimentazione della futura piazza. Il concept presentato parlava della trasformazione di Piazza Kennedy in una “isola vivibile”, uno spazio più fruibile e riconoscibile come vera piazza per il quartiere». A spiegarlo in un comunicato è Belinda Raffaeli.
La consigliera comunale di FdI – Prima Loreto mette in evidenza come «alcune semplici domande poste dai rappresentanti di Prima Loreto e da diversi cittadini presenti hanno subito aperto una riflessione importante, in particolare sulla scelta della pavimentazione. È stato infatti fatto notare che una pietra molto chiara, come quella proposta nei rendering – bianco e grigio tortora – pur mantenendo le sue caratteristiche tecniche, potrebbe evidenziare nel tempo i segni scuri lasciati dalle gomme delle automobili, con un impatto visivo molto diverso rispetto a quello, elegante e uniforme, mostrato nelle immagini progettuali. Su questo punto si è assistito anche a un interessante scambio di vedute tra il sindaco, i progettisti e lo stesso fornitore del materiale, segno che alcune valutazioni meritano probabilmente ulteriori approfondimenti».
Le domande e le osservazioni provenienti dalla sala hanno poi portato il sindaco, nelle conclusioni, a chiarire che la viabilità rimarrà sostanzialmente invariata e che l’area effettivamente protetta per i pedoni sarebbe più limitata rispetto a quanto inizialmente lasciato intendere. «Un passaggio che ha lasciato molti presenti con una riflessione: i lavori risultano già appaltati.- fa osservare la consigliera Raffaeli – Ed è forse proprio questo l’aspetto che ha colpito di più i cittadini intervenuti. Quando si parla di una piazza – cioè di uno spazio identitario per una comunità – il confronto pubblico dovrebbe avvenire prima delle decisioni definitive, non quando le procedure sono già in fase avanzata. Le piazze non sono solo opere pubbliche. Sono luoghi di comunità, e per questo richiedono programmazione, visione e soprattutto condivisione reale con i cittadini».
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