L’associazione “Europa Terzo Millennio” di Jesi si trasforma in Fraternità di Comunione. Nella Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, gremita per l’occasione, l’associazione ha sancito la sua conversione. Un passaggio epocale per il cattolicesimo democratico marchigiano, che sceglie di rispondere alla crisi della politica non con nuove sigle di partito, ma con uno spazio pre-politico, trasversale e inclusivo, dedicato alla cura della persona umana e al perseguimento del bene comune. L’avvocato Luca Antonietti, nel concludere il suo incarico di segretario generale, ha tracciato le coordinate di questo nuovo umanesimo civile. «La crisi della democrazia contemporanea – ha osservato Antonietti – nasce quando l’individuo viene ridotto a numero, a consumatore o a elettore. Noi diventiamo Fraternità per custodire la sacralità della persona umana contro ogni forma di degrado e di scarto. La nostra ‘sentinella’ non vigila su un confine ideologico, ma sulla dignità di ogni uomo e donna che rischia di essere lasciato indietro».
Il momento culminante dell’evento è stato un gesto di rara potenza simbolica. Il fondatore Alfio Bassotti, figura storica che per sessant’anni ha servito le istituzioni – dall’Azione Cattolica giovanile ai vertici delle istituzioni – ha rimesso il suo “mandato” di impegno civile nelle mani dell’attuale vescovo di Jesi, mons. Paolo Ricciardi. Bassotti ha simbolicamente restituito quell’ordine ricevuto negli anni Sessanta da mons. Umberto Ravetta, chiudendo un cerchio di fedeltà e aprendone uno nuovo di testimonianza collettiva. La sala ha accolto con profonda emozione il gesto di Bassotti. Un gesto che non segna la conclusione, ma il compimento consapevole di una vocazione civile vissuta in stagioni, anche complesse, della vita del Paese.
La nuova Fraternità nasce con un obiettivo preciso: combattere la marginalizzazione e le nuove povertà, superando gli steccati ideologici per contribuire a costruire la “civiltà dell’amore”. Un laboratorio aperto, dove la politica torna a essere la “forma più alta di carità”. A testimonianza dell’importanza che questa trasformazione riveste nello scenario pubblico, hanno voluto portare il loro contributo personalità di rilievo. L’onorevole Vincenzo Scotti, in collegamento, ha ribadito come l’esigenza dell’unità dei cristiani rappresenti ancora un riferimento indispensabile per la costruzione di un’Europa umana e democratica. Don Paolo Tomassetti, nel suo ruolo di nuovo assistente ecclesiastico, ha sottolineato come la Fraternità erediti non solo una responsabilità civile ma una vocazione spirituale: quella di mantenere il dialogo fecondo tra l’agire civile e le periferie esistenziali. La presenza del vescovo Mons. Paolo Ricciardi, che ha benedetto la lanterna che Bassotti rimetteva nelle sue mani, ha sancito il carattere di continuità fra la Chiesa e il mondo.
Da Jesi parte dunque un messaggio di speranza e di apertura: la politica ritrova la sua nobiltà solo quando si fa custode dell’umano, superando gli schieramenti e le divisioni. Si inaugura ora una nuova fase di governo collegiale della Fraternità. La lanterna che Alfio Bassotti ha tenuto accesa nella notte della storia passa ora in mani diverse, ma il fuoco non si spegne. «La notte non è finita, – ha concluso Antonietti, citando il profeta Isaia – ma tra il buio e l’alba ci sono uomini e donne che vigilano. Oggi, queste sentinelle si chiamano fratelli».
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