Traffico limitato in via Ranieri:
“residenti” e “autorizzati”, caso in aula

ANCONA - La zona è interessata da un forte passaggio di pedoni, in particolare studenti universitari diretti alla mensa, lungo una strada priva di marciapiedi e con un traffico veicolare ritenuto eccessivo

Via Ranieri

di Gino Bove

Via Ranieri torna al centro del dibattito in Consiglio comunale con una nuova interrogazione sulla sperimentazione del divieto di transito “eccetto residenti e autorizzati”. A sollevare il caso sono stati la capogruppo Pd Susanna Dini e Massimo Mandarano (Gruppo misto), che hanno riportato il tema in aula a distanza di un mese dalla precedente discussione.

Dini ha ricordato che la prima sperimentazione sulla viabilità, con il senso unico, era durata appena un giorno, mentre ora lungo la strada sono stati installati tre cartelli con la dicitura di divieto di transito (via Montedago altezza via Trevi, via Montagnola, via Ranieri altezza via Bersaglieri d’Italia) senza il richiamo dell’ordinanza e validi per tutti “eccetto residenti e autorizzati”. Da qui la richiesta di chiarimenti: quanto durerà la sperimentazione? Chi sono i soggetti effettivamente interessati dal provvedimento e quanti controlli siano stati effettuati?.

A rispondere è stato l’assessore alla viabilità Giovanni Zinni, che ha respinto le accuse secondo cui il provvedimento equivarrebbe a una privatizzazione della strada. «Chi dice questo fa un’affermazione incauta», ha detto, spiegando che la misura nasce soprattutto da esigenze di sicurezza urbana.

Via Ranieri all’incrocio con via Bersaglieri d’Italia

La zona, infatti, è interessata da un forte passaggio di pedoni, in particolare studenti universitari diretti alla mensa, lungo una strada priva di marciapiedi e con un traffico veicolare ritenuto eccessivo. A questo si aggiungono le segnalazioni avanzate da un comitato della zona. I residenti interessati dal provvedimento sono quelli delle vie Ranieri, via Bersaglieri d’Italia, via Trevi, via Palombare e via Montedago, ma il punto centrale riguarda soprattutto la definizione degli “autorizzati”, cioè di coloro che possono comunque transitare.

Su questo aspetto l’assessore ha richiamato il parere del comandante della polizia locale Marco Ivano Caglioti. «Sono autorizzati coloro che hanno un interesse personale diretto, dimostrato e dimostrabile rispetto al tratto da percorrere, non chi vuole semplicemente utilizzarlo come scorciatoia», ha spiegato Zinni citando il comandante. La sperimentazione servirà proprio a capire quali categorie potranno essere considerate autorizzate, distinguendo tra chi ha un reale motivo per percorrere quel tratto di strada e chi invece lo utilizza soltanto come passaggio veloce. Quanto alla durata, non è stata fissata una scadenza precisa, ma l’amministrazione parla di un arco di tempo ragionevole di circa un paio di mesi per valutare l’andamento della misura e le eventuali criticità.

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