Sui lavori di recupero e rifunzionalizzazione del complesso ex Birra Dreher alla Palombella, destinato a diventare il nuovo ingresso al Parco della Grande Frana di Ancona, si è aperto un contenzioso tra comune di Ancona e impresa appaltatrice. La Giunta comunale, lo scorso 5 marzo, ha ritenuto opportuno costituirsi in giudizio per difendere l’ente tramite l’Avvocatura comunale. Il contratto di appalto per l’intervento era stato firmato a settembre 2022, con un tempo di esecuzione previsto di 270 giorni a partire dalla consegna dei lavori. Durante l’esecuzione dell’appalto, l’impresa ha sostenuto che i lavori «avrebbero avuto un andamento del tutto anomalo, avendo subito numerose sospensioni ed il termine di ultimazione dei medesimi subito varie proroghe» come si legge dell’atto di Giunta. Va ricordato che mentre erano in atto le demolizioni dell’ex birrificio, erano stati ritrovati i resti di due vecchie fornaci dell’Ottocento per la produzione della calce. Il termine originario di conclusione, fissato al 24 giugno 2023, era stato progressivamente rinviato fino al 5 maggio 2024. La ditta ha comunicato la fine dei lavori il 28 giugno 2024, la Direzione lavori ha redatto il verbale di ultimazione il 5 luglio 2024.
Successivamente sono sorte contestazioni economiche tra le parti. Nel febbraio 2025 la ditta ha presentato 20 riserve nel registro di contabilità e, nel luglio 2025, ha ricevuto il certificato di collaudo con il conto finale rettificato e l’applicazione di una penale per il presunto ritardo nella conclusione dei lavori. Con una determinazione del 24 ottobre 2025 il Comune ha riconosciuto all’impresa un credito inferiore rispetto a quello richiesto e vantato dalla stessa.
La ditta, tramite l’avvocato. Gabriele Gusella, ha pertanto citato in giudizio il Comune davanti al Tribunale di Ancona, notificando l’atto il 27 dicembre 2025. Come riporta la delibera, l’impresa in sostanza chiede che venga accertata «previa ammissione di apposita Consulenza tecnica d’ufficio, l’insussistenza delle condizioni per l’applicazione della penale a carico dell’attrice a causa dell’asserito ritardo nella ultimazione dei lavori e dichiarare che alcun importo debba essere imputato e/o detratto dal credito vantato dalla ditta» o, in subordine, che essa venga ridotta «la penale secondo equità». Inoltre domanda il riconoscimento delle riserve presentate e la condanna del Comune al pagamento delle somme richieste, con interessi, rivalutazione e spese legali. Sarà il giudice a decidere.
(Redazione CA)
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