«Dopo oltre dieci anni di silenzio e binari deserti, il dibattito sulla riapertura della stazione di Ancona Marittima torna ad accendersi sui media locali. Un’apertura che l’organizzazione sindacale Orsa Trasporti Marche accoglie con favore, pur ricordando le pesanti responsabilità politiche che portarono alla dismissione di un’infrastruttura strategica per il capoluogo».
Così Davide Giorgi, segretario regionale Orsa Trasporti Marche che aggiunge come «La chiusura, avvenuta nel 2015, viene definita dal sindacato Orsa come il frutto di una “visione miope” della precedente amministrazione. In quegli anni siamo stati l’unica sigla sindacale di base a denunciare una decisione scellerata, nel mentre la politica sceglieva di assecondare le istanze di pochi, noi gridavamo la nostra contrarietà alla desertificazione degli enti ferroviari, un processo che ha colpito duramente il territorio, portando alla perdita di presidi storici come l’impianto di manutenzione di Fabriano e di numerosi posti di lavoro».
Giorgi aggiunge poi che «Al centro delle nostre rivendicazioni non c’è solo la difesa dell’occupazione, ma una chiara visione di sostenibilità urbana. Ancona, stretta tra il traffico veicolare e l’inquinamento atmosferico, non può più permettersi di rinunciare al vettore ferroviario.
Il treno rappresenta la soluzione ideale per: Ridurre lo smog: Decongestionare le vie cittadine dal traffico quotidiano. Capillarità: Portare i cittadini direttamente nel cuore pulsante della città, tra sedi istituzionali, commercio e movida. Integrazione: Dimostrare che la convivenza tra le esigenze portuali e la strada ferrata non è solo possibile, ma necessaria. Per il sindacato – va concludendo -, ripristinare il collegamento con Ancona Marittima significa riparare a un errore storico. È tempo di cambiare passo. Dobbiamo progettare la città del futuro guardando a quanto di innovativo era già stato fatto in passato: arrivare in centro in modo silenzioso, ecologico e veloce. Orsa Trasporti Marche monitorerà con attenzione gli sviluppi, auspicando che le dichiarazioni d’intento si trasformino finalmente in binari operativi».
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