Centauro morto sulla Statale.
In due rischiano il processo

SENIGALLIA - Chiesto il rinvio a giudizio per il 23enne, che aveva svoltato causando il primo violento impatto, e per la 60enne che aveva parcheggiato in divieto di sosta la macchina contro cui la vittima si è schiantata

Nicola Gandini

di Sabrina Marinelli

In due rischiano il processo per la morte di Nicola Gandini, avvenuta il 12 luglio 2024 in un incidente stradale a Senigallia. Si era verificato sulla Statale all’altezza della Cesanella. Al centro dell’udienza preliminare, che si è svolta giovedì presso il Tribunale di Ancona, c’è la richiesta del pubblico ministero di rinviare a giudizio due automobilisti, entrambi accusati di omicidio stradale in concorso, per la morte del 25enne senigalliese. Secondo quanto emerso in fase d’indagine, la vittima, in sella a una moto Kawasaki, stava procedendo a una velocità superiore ai 50 km/h consentiti nel tratto urbano e stava effettuando una manovra di sorpasso vietata. In quel frangente una Citroen, che lo precedeva, aveva rallentato per svoltare a sinistra, causando un violento urto. Il giovane centauro era stato così sbalzato nella corsia opposta. Era finito contro una Opel Corsa, parcheggiata in divieto di sosta, e dopo l’impatto era deceduto. La procura ha chiamato in causa entrambi gli automobilisti ravvisando che con le loro condotte, segnate da negligenza, imprudenza, imperizia e inosservanza delle norme, abbiano contribuito, seppur in modo indipendente, al decesso del centauro. Alla guida della Citroen c’era un giovane veneto, originario di Bassano del Grappa, oggi 23enne, a cui viene contestato di non aver verificato con sufficiente cautela la sicurezza della manovra di svolta. Nel corso dell’udienza i suoi legali, entrambi di Treviso, hanno annunciato che, in caso di rinvio a giudizio, chiederanno di procedere con rito abbreviato. Opposta la linea difensiva della 60enne fabrianese che non era al volante della Opel Corsa e nemmeno la proprietaria. L’aveva in uso quel giorno ed era stata lei a commettere l’infrazione, parcheggiandola in divieto di sosta. Il suo legale, l’avvocato Ruggero Benvenuto, contestando che possa ravvisarsi una sua responsabilità, ha annunciato che, se finirà a processo, seguiranno il rito ordinario. Intanto ha chiesto i termini a difesa per poter chiamare in causa anche l’assicurazione, la Zurich. Il giudice glieli ha concessi aggiornando l’udienza al prossimo 5 maggio. Giovedì si sono intanto costituite le parti civili, i genitori della vittima e la sorella.

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