Addio ad Alessandro Cortese de Bosis:
figura di primo piano
della cultura antifascista italiana

ANCONA - Dedicò gran parte della vita a onorare la memoria dello zio Lauro, l'aviatore che nel 1931 fece il celebre volo su Roma. Ha mantenuto un legame profondo con le Marche attraverso l'attività culturale svolta nella Torre Clementina di Portonovo

Alessandro Cortese de Bosis

Si è spento all’Inrca di Ancona Alessandro Cortese de Bosis, diplomatico di carriera e figura di primo piano della cultura antifascista italiana.
Nato a Roma il 23 aprile del 1926 in una famiglia di letterati, de Bosis visse la prova del fuoco durante l’occupazione tedesca. Ospitato inizialmente al Laterano, scelse poi l’impegno attivo inquadrandosi nel Corpo Italiano di Liberazione, dove operò come ufficiale di collegamento con l’8^ Armata britannica grazie alla sua perfetta conoscenza delle lingue.
Dopo la laurea in Giurisprudenza nel 1948 e l’ingresso in diplomazia nel 1954, la sua carriera lo portò a ricoprire incarichi di prestigio a Parigi, Mosca, Washington e New York, dove fondò il liceo italiano “Guglielmo Marconi”, fino alla nomina ad Ambasciatore in Ungheria e Danimarca.
Oltre al servizio nelle istituzioni, de Bosis dedicò gran parte della vita a onorare la memoria dello zio Lauro, l’aviatore che nel 1931 sfidò il fascismo con il celebre volo su Roma, curando la pubblicazione del suo testamento spirituale “Storia della mia morte”.

La Torre De Bosis a Portonovo

Presidente dell’Associazione nazionale combattenti forze armate regolari (Ancfargl) dal 2013 al 2021, ha rappresentato fino all’ultimo un esempio di coerenza civile, mantenendo un legame profondo con le Marche attraverso l’attività culturale nella Torre (Clementina) De Bosis di Portonovo.
Sua moglie era la pianista Marina Boesch, scomparsa nel 2012.

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