
Il sindaco Silvetti dopo la proclamazione di Ancona con il ministro Giuli e il presidente della giuria, Desario
Un riconoscimento storico per Ancona e per l’intero territorio marchigiano. La nomina a Capitale Italiana della Cultura 2028 rappresenta un’occasione unica per valorizzare patrimonio, identità e vocazione culturale della città, aprendo nuove prospettive di sviluppo economico, turistico e sociale. Oltre alla palma di “vincitrice”, alla città sarà infatti assegnato un contributo di un milione di euro, per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura. «E’ una vittoria della città e delle Marche, che vedono riconfermarsi questo titolo dopo Pesaro 2024, ma è anche un successo per il turismo e l’economia nazionali. Questo riconoscimento incentiva i territori a una programmazione di lungo periodo, attrae sponsor e fondi, moltiplica l’investimento iniziale e impatta anche sui flussi turistici, non soltanto delle destinazioni premiate: già in passato, le città capitali hanno contribuito a far sì che le mete culturali in Italia coprissero oltre il 60% delle presenze totali», ha dichiarato il ministro del Turismo Daniela Santanchè.
«Il titolo di Capitale italiana della cultura, che torna nelle Marche per la seconda volta dopo Pesaro 2024, testimonia l’enorme potenziale della nostra regione e la grandezza di un patrimonio che vuole farsi scoprire dall’Italia e dal mondo intero», ha aggiunto il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.
«L’assegnazione del titolo a Ancona rappresenta un traguardo di straordinario valore e un motivo di orgoglio per tutta la comunità marchigiana», ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui. «Premia non solo la città ma un intero territorio che ha saputo investire nella cultura come motore di sviluppo e leva strategica per la crescita economica e sociale. Garantiamo il massimo sostegno istituzionale affinché il percorso verso il 2028 diventi un’opportunità diffusa, capace di valorizzare tutte le Marche».
«Un’occasione unica per valorizzare pienamente il territorio», ha dichiarato il Presidente della Provincia di Ancona, Daniele Carnevali, commentando la vittoria. «Faccio i miei complimenti all’amministrazione comunale e ai partner per essere riusciti a centrare un obiettivo storico. Come Comune di Polverigi abbiamo sostenuto la candidatura con un protocollo d’intesa. Sarà una grande vetrina per il capoluogo e i territori limitrofi, che potranno ottenere maggiore visibilità a livello nazionale e internazionale. Ci attendono anni molto intensi».
«Complimenti alla città di Ancona proclamata Capitale italiana della Cultura 2028 dopo una scelta della commissione ministeriale adottata all’unanimità. È il risultato di un lavoro che ha unito amministrazione, realtà sociali e civiche, cittadini e Regione Marche», ha detto Francesco Battistoni, deputato di Forza Italia. «Un impegno di squadra che esprime una visione di città aperta all’innovazione».
«È un’opportunità importante per Ancona e per tutta la regione Marche, da sfruttare per valorizzare le province marchigiane e le loro bellezze. Questo riconoscimento può dare slancio al turismo. Da parte mia c’è il massimo sostegno», ha dichiarato Matteo Ricci, europarlamentare Pd.

Panorama su Ancona
«Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 è un traguardo straordinario che premia un progetto serio, innovativo e radicato nel territorio costruito dall’Amministrazione Silvetti. È frutto di lavoro sinergico tra istituzioni e territorio, con investimenti concreti e impatto reale sul tessuto socio-economico, unendo identità e apertura internazionale e mettendo al centro rigenerazione, inclusione e giovani», ha dichiarato Marco Ausili, consigliere regionale e coordinatore comunale di Fratelli d’Italia.
Dal mondo del commercio, Diego Mingarelli, presidente di Confindustria Ancona, ha dichiarato: «Confindustria Ancona ci ha creduto da subito. La cultura è una leva strategica di sviluppo, in grado di generare attrattività, innovazione e nuove opportunità. Le Marche, e Ancona in particolare, esprimono da sempre integrazione tra cultura e sistema produttivo: dalla manifattura alla nautica, dal design alla creatività diffusa. Il riconoscimento rafforza un percorso che mette al centro il capitale umano e la qualità delle relazioni. La cultura non è solo memoria, ma forza propulsiva che orienta il futuro, favorisce investimenti e valorizza il nostro genius loci», ha concluso Mingarelli.
Gino Sabatini, Presidente della Camera di Commercio delle Marche, ha commentato: «Accogliamo con soddisfazione questa notizia. La Camera di Commercio ha creduto fin dall’inizio in questo progetto, consapevole che la cultura sia leva strategica di sviluppo economico, sociale e identitario. Il dossier ha valorizzato la dimensione mediterranea ed europea di Ancona, il suo ruolo storico e l’apertura internazionale. L’aver posto i giovani al centro come protagonisti della vita culturale rappresenta un investimento concreto sul futuro», prosegue Sabatini.
«Ancona Capitale della Cultura 2028 è un traguardo di valorizzazione del patrimonio culturale e della capacità di programmazione e investimento. Siamo contenti di aver contribuito al dossier, con l’obiettivo di valorizzare il mare e il ruolo del porto, parte del tessuto culturale, economico e storico cittadino», ha dichiarato Vincenzo Garofalo, Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale.
Il sogno diventa realtà: Ancona trionfa e si laurea Capitale della Cultura 2028
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