di Sabrina Marinelli
Una brusca caduta al Parco della Pace di Senigallia, con tanto di lussazione della spalla, per uno sbecco impercettibile nella pavimentazione. La giovane ferita, tramite il proprio legale, aveva chiesto un risarcimento all’assicurazione del Comune, sentendosi negare ogni responsabilità dell’ente. Il Comune però, su invito del Giudice di Pace, a cui la vittima dell’infortunio si è dovuta appellare, ha deciso di risarcirla a quasi due anni dall’accaduto. Durante il giudizio, dopo l’escussione di un testimone, il Giudice di Pace ha ravvisato che vi fossero gli estremi per una risoluzione bonaria del contenzioso, suggerendo alle parti in causa di trovare un accordo. La conciliazione, raggiunta per una cifra di alcune migliaia di euro, ha evitato all’ente il rischio di un maggior esborso di denaro in caso di soccombenza, se il procedimento giudiziario fosse andato avanti. «E’ un caso che si sarebbe potuto trattare in sede stragiudiziale per evitare di intasare la macchina della giustizia – spiega l’avvocato Alessandro Angeletti – ma dopo il rifiuto dell’assicurazione siamo dovuti andare davanti al Giudice di Pace, che ci ha invitato a conciliare. E’ stato trovato un accordo all’interno del giudizio. Sarebbe auspicabile per il futuro – ribadisce – che queste cause venissero già definite prima anche per evitare inutili lungaggini». Il legale ha puntato sul fatto che la giovane non aveva potuto evitare l’ostacolo perché quasi impercettibile. «Era uno sbecco sulla pavimentazione, difficile da vedere – chiarisce l’avvocato Angeletti – la mia assistita è inciampata proprio perché non l’ha visto, altrimenti se fosse stata un’insidia evidente si sarebbe accorta e l’avrebbe evitata».
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