Amministratori in viaggio e missione:
i rimborsi disciplinati
da un nuovo regolamento comunale

ANCONA – Andrà al voto nel prossimo Consiglio comunale e prevede una precisa ‘gerarchia’ nell'uso dei mezzi: prima i veicoli comunali, poi i trasporti pubblici e in ultima istanza la proprio auto. Le spese sono soggette a un tetto massimo corrispondente al costo del trasporto pubblico «equivalente ad esempio ad un biglietto ferroviario di prima classe e lo stesso vale per traghetti e aerei» ha spiegato stamane l’assessore Antonella Andreoli durante i lavori della I Commissione consiliare

L’assessore Antonella Andreoli con il segretario del comune di Ancona, Giovanni Montaccini, stamattina in aula

Il comune di Ancona si appresta ad approvare nel prossimo Consiglio comunale un nuovo regolamento per disciplinare l’utilizzo dei mezzi di trasporto e il rimborso delle spese di missione degli amministratori locali. Illustrato in I Commissione consiliare dall’assessore Antonella Andreoli, l’obiettivo del provvedimento è creare una struttura chiara e uniforme, in linea con le indicazioni della Corte dei Conti. Il regolamento stabilisce intanto una precisa ‘gerarchia’ nell’uso dei mezzi: prima i veicoli comunali, poi i trasporti pubblici e solo in ultima istanza il mezzo proprio. Quest’ultimo è ammesso esclusivamente quando le altre opzioni non siano disponibili o non consentano di svolgere efficacemente la missione istituzionale. «Le autovetture di proprietà del comune inizialmente sono da utilizzare per attività istituzionali per esigenze servizio e in primis ci sono le esigenze del sindaco  e per lo svolgimento di missioni per i mandati istituzionali. L’uso del mezzo personale è consentito solo quando le altre opzioni non sono disponibili o non permettono di svolgere efficacemente la missione istituzionale» è stato chiarito.

I lavori della I Commissione consiliare questa mattina

Un principio cardine è quello della tracciabilità. Non saranno ammessi rimborsi forfettari o non giustificati. «Ogni spesa deve essere dimostrata con ricevute o strumenti di pagamento tracciabili, garantendo trasparenza e controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche» ha spiegato l’assessora. «I rimborsi sono quelli che già abbiamo stabiliti, il pranzo o la cena, con ricevuta della spesa sostenuta. – ha aggiunto – Spesso l’utilizzo del mezzo permette anche di risparmiare su eventuali spese di pernotto, perché magari permette più velocemente il rientro in sede».I rimborsi sono soggetti comunque a un tetto massimo corrispondente al costo del trasporto pubblico equivalente, «ad esempio un biglietto ferroviario di prima classe e lo stesso vale per i traghetti e per aerei e altri servizi di trasporto, qualora consentono un risparmio di tempo o in assenza di collegamenti adeguati, quindi deve essere tutto correlato» è stato evidenziato.

Palazzo del Popolo

Spese eccedenti, come quelle derivanti da scelte di viaggio più costose, resteranno invece a totale carico dell’amministratore  comunale. «Se un amministratore spende di più, ad esempio scegliendo di viaggiare con soluzioni più costose, magari in Ferrari consumando più benzina, la differenza resta a suo carico» ha esemplificato Andreoli. Il regolamento non stabilisce però importi fissi per le tariffe, poiché i costi variano in base a tratta, mezzi, orari e disponibilità. Infine, sul tema delle coperture assicurative, è stato chiarito che gli amministratori locali, non essendo dipendenti dell’ente ma titolari di una funzione politica, non godono di tutela automatica per gli infortuni durante gli spostamenti. Chi utilizza il proprio mezzo dovrà quindi assumersi la relativa responsabilità e dichiarare la conformità del veicolo alle norme vigenti.

(Redazione CA)

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