
Giorgia Lupi
di Gino Bove
Ancona si prepara a un’estate di suoni e volti nuovi. Con la città incoronata Capitale italiana della cultura 2028 e una stagione crocieristica che si allunga su quasi undici mesi, il porto dorico si appresta a ricevere un flusso continuo di visitatori da tutto il mondo. Dopo il primo approdo di Viking Star a febbraio, che ha dato il via alla stagione, il vero battesimo per la città si attende il 3 aprile con l’arrivo di Msc Lirica, nave da crociera che segna l’inizio del calendario regolare di toccate settimanali nel 2026.
Cronache Ancona ha fatto un giro nei vicoli del centro, nelle piazze dove i caffè all’aperto si affacciano su corso e piazze, per tastare il polso a chi vive e lavora qui: cittadini curiosi, commercianti tra speranza e preoccupazione e chi già immagina come potrebbe essere vedere passeggiare in corsia le prime comitive di crocieristi alle soglie della primavera.

Giulia Amicucci
«Ancona è una città che cerca di essere pronta a ricevere i croceristi, ma in realtà non lo è – spiega Giulia Amicucci – tutti i negozi durante il weekend sono chiusi, soprattutto d’estate, quindi i visitatori si trovano spaesati quando girano per la città».
Stessa linea di Lorenzo Lausdei, titolare di un bar proprio al porto: «No, non mi pare pronta, per il solo fatto che quando arrivano le navi è tutto chiuso, ma questo è un discorso che va avanti da anni. Facessero anche un po’ di vita ed eventi anche qui in porto – aggiunge – ma sono anche stanco di trattare queste cose, perché ormai sono annose».

Carlo Piccinini
Carlo Piccinini, bancarellaro di piazza Roma, punta il dito contro i «troppi cantieri», ma ne ha anche per la cultura dell’accoglienza: «Non siamo così aperti mentalmente ad accogliere; ad esempio, solo ora, dopo 20 anni, sono comparsi i cartelli che segnalano i bagni di piazza Roma. Sono queste piccolezze che fanno la differenza. I negozi? Questo purtroppo è un neo che ci portiamo dietro da sempre; con la crociera è bene aprire i negozi, ma è anche vero che i croceristi quando sbarcano cercano i bar».
Pronto per la sfida anche Silvio Boldrini, che vive agli Archi, quartiere marinaro per eccellenza, lavora in porto e presiede l’associazione Arcopolis: «La scelta di Ancona come Capitale della cultura è meritata; la città è sconosciuta al turismo, ma già straordinaria sotto tutti i punti di vista».

Marco Crocenzi
Giorgia Lupi suggerisce maggiore attenzione nell’accompagnare i turisti: «Ci sono cose da sistemare, come visite guidate o percorsi organizzati per orientarli in città». D’accordo anche Marco Crocenzi: «Potremmo divulgare meglio le informazioni online per far sapere ai visitatori, già sulla nave, dove possono dirigersi una volta sbarcati. Vale per Ancona, ma anche per i suoi borghi. Capitale della cultura? Aiuta, anche se certamente i croceristi non lo sapranno ancora».
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