Un sistema portuale dinamico e orientato al futuro, pronto a intercettare le opportunità dello sviluppo marittimo nazionale.
L’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, durante l’evento “Porto, territorio, Paese”, ha presentato il bilancio del lavoro compiuto negli ultimi 4 anni sotto la guida del presidente Vincenzo Garofalo.
Un’analisi che spazia dalla transizione energetica alla digitalizzazione, fino alle prospettive aperte dai fondi del Pnrr.
Il sistema si conferma determinante per i traffici marittimi grazie alla posizione strategica del porto dorico, nodo dei corridoi europei Scandinavo-Mediterraneo e Baltico-Adriatico, potenziato dalle opportunità della Zes Unica.

La sede dell’Aps
Stand ai dati, nel 2025, l’ente ha movimentato 11,4 milioni di tonnellate di merci, registrando il passaggio di 832.790 passeggeri.
Sul fronte delle infrastrutture, la programmazione per la crescita del sistema prevede investimenti complessivi per circa 230 milioni di euro. Di questi, 40,5 milioni riguardano opere finanziate dal Pnrr, attualmente in fase di completamento nel rispetto dei tempi previsti per il collaudo di giugno 2026.
L’ente ha inoltre puntato sul potenziamento dell’organico e sull’efficienza dei servizi. Dal 2022 sono stati 18 i nuovi assunti e 34 le progressioni interne. Per quanto riguarda la sostenibilità, sono in ultimazione i lavori per l’elettrificazione delle banchine ad Ancona, Pesaro, San Benedetto, Ortona e Pescara, grazie a un investimento di 14,6 milioni di euro. Ulteriori 3,19 milioni sono stati destinati alla cybersicurezza e alla digitalizzazione della catena logistica.
«I porti rappresentano un elemento di crescita per un territorio, in particolare per le aree a prevalenza manifatturiera, in cui contribuiscono allo sviluppo di un’economia – ha detto Garofalo -, così come sono essi stessi luoghi di creazione di lavoro per le imprese e di occupazione. Nello scalo di Ancona, ad esempio, ogni giorno entrano circa 7mila persone per lavorare. Un dato che si traduce in reddito per altrettante famiglie, consumi, servizi e scuole nella città oltre che senso di comunità e di appartenenza ad un sistema produttivo con una storia e con un futuro da protagonista nella regione».
In questo periodo «con l’impegno di tutti noi dell’Autorità di sistema portuale – ha sottolineato -, abbiamo voluto dimostrare all’esterno di essere un Ente con un ruolo affidabile per i nostri interlocutori, per chi investe in ambito marittimo, su una nave o su una concessione, per poter realizzare il proprio obiettivo in tempi certi e il più possibile veloci. Un approccio professionale, caratterizzato sempre dall’ascolto e dal confronto, anche verso chi ha espresso critiche, e ispirato alla collaborazione con le istituzioni di Marche e Abruzzo. Quattro anni di lavoro intenso, con il desiderio e la responsabilità di cercare di contribuire allo sviluppo dell’economia del mare e delle comunità portuali».
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