
Il Grotte Center
Una pioggia di investimenti è pronta a riversarsi sul territorio di Camerano, segnando una svolta radicale per il panorama retail dell’intera regione.
Eurofund Group, colosso internazionale dello sviluppo immobiliare, ha ufficializzato l’acquisizione del Grotte Center con un investimento complessivo di 35 milioni di euro.
L’operazione, condotta in joint venture con Frasers Group, punta a trasformare l’attuale struttura in un hub di riferimento non solo per le Marche, ma per l’intera costa adriatica.
Il piano di rilancio prevede una profonda riqualificazione dell’asset esistente e l’inclusione di un’area adiacente attualmente in disuso. Al termine dei lavori, previsti per la fine del 2027, il nuovo Centro si estenderà su una superficie lorda affittabile di circa 30mila metri quadrati, diventando di fatto la più grande destinazione commerciale della regione.
La strategia punta a rivoluzionare l’offerta attuale con un mix di brand di alto livello, focalizzandosi in particolare sui settori moda e sport, oltre a un’area ristorazione rinnovata. «L’obiettivo è rilanciare un asset dal grande potenziale creando un polo di attrazione capace di generare valore per la comunità», ha dichiarato Ion Saralegui, Ceo di Eurofund Group.
La notizia ha avuto una eco anche politica. La consigliera Barbara Mori ha accolto con favore l’operazione definendola, con un post su Facebook, «Una notizia di grandissima rilevanza per il futuro economico e occupazionale di Camerano».
La consigliera ha voluto sottolineare alcuni punti cardine del progetto, approvando in particolare la scelta di non consumare nuovo territorio. «Riqualificare l’esistente senza consumare nuovo suolo è un approccio che condivido pienamente», ha scritto Mori, evidenziando come l’ampliamento della superficie «creerà inevitabilmente nuovi posti di lavoro, un’opportunità vitale per il nostro territorio e per i nostri cittadini».
Nonostante il plauso per l’attrattività dimostrata dal territorio, la consigliera Mori ha tracciato una linea netta sul ruolo che dovrà avere l’amministrazione comunale nel seguire l’iter. «Sarà fondamentale – prosegue – che un progetto così imponente si integri al meglio con la nostra viabilità e che la crescita del polo vada a beneficio di tutta la comunità, dialogando in modo sano anche con il tessuto commerciale locale. Perché lo sviluppo non può essere solo espansione commerciale: deve essere qualità e integrazione».
La sfida per il 2027 è dunque quella di trasformare un’area parzialmente sottoutilizzata in un volano economico che sappia armonizzarsi con le esigenze dei residenti e delle piccole attività già presenti.
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