Molo Clementino, sui fondali
il lungo riposo del relitto del Sunrise

ANCONA – Il mercantile affondò nel 1964 durante una burrasca nelle acque della Rotonda. Il progetto del nuovo hub croceristico prevede anche la rimozione dell’imbarcazione diventato un habitat artificiale ricco di vita tra ascidie, mitili e alghe. Dallo studio commissionato da Adsp «le strutture del relitto sembrano non presentare cedimenti» ma le lamiere risultano fragili a causa dell’immersione prolungata e dell’azione degli organismi marini

Una foto dell’epoca il relitto semiaffiorante del mercantile panamense Sunrise naufragato durante un fortunale, il giorno 8 giugno 1964, ai piedi della scogliera del Molo Nord di Ancona (http://www.orchestrafiatiancona.com) riportata nella relazione tecnico scineitfica commissionata da Adsp.

 

Non può non considerare la presenza sui fondali del relitto del mercantile Sunrise, affondato senza vittime e il suo carico di carbone nel 1964 durante una burrasca nei pressi del Molo Clementino, il progetto per il nuovo hub crocieristico nel porto antico di Ancona. La nave, lunga oltre 100 metri e adagiata tra pochi centimetri e circa 8 metri di profondità, è rimasta per anni parzialmente visibile. Chi ha memoria storica ricorda come, nelle giornate di bassa marea, gli alberi della motonave battente bandiera panamense affiorassero ancora nello specchio d’acqua nell’area della Rotonda. La costruzione della nuova banchina sul fronte esterno del Molo Clementino prevede anche la necessaria rimozione di questo relitto per garantire l’accosto di navi di lunghezza oltre i 300 metri. A supporto della relazione ambientale per il progetto di fattibilità tecnico-economica di banchinamento ed allargamento dello spazio di calata del lato esterno dell’attuale molo Nord, l’Autorità di Sistema Portuale del mare centrale Adriatico ha allegato al fascicolo degli atti inviati al Mase, un’indagine biologica subacquea con rilievi fotografici e campionamenti diretti su ciò che resta del mercantile. Lo studio è stato commissionato nel 2017.

 

L’area interessata dal progetto di banchinamento del Molo Clementino

 

La relazione tecnico scientifica racconta che il Surise è diventato un habitat artificiale stabile, ricco di vita. Nel corso dei decenni infatti il relitto è stato colonizzato da numerose specie marine. Dominano ascidie e mitili, con una buona presenza di alghe rosse e brune. In sintesi, la composizione delle comunità è simile tra lato interno ed esterno dell’imbarcazione, seppure con qualche differenza. Le analisi statistiche hanno infatti indicato che il lato esterno ospita più organismi filtratori e una maggiore varietà di specie, mentre quello interno favorisce alghe adattate a minore luminosità. Nel corso dell’indagine non sono state rilevate specie protette o habitat di particolare interesse conservazionistico. Nella prospettiva della possibile rimozione, lo studio è arrivato alla conclusione che «da un’osservazione complessiva, le strutture del relitto sembrano non presentare cedimenti. Nonostante l’apparente solidità strutturale, le lamiere mostrano una marcata fragilità dovuta probabilmente all’immersione prolungata e all’azione erosiva degli organismi da lungo tempo insediati».

 

Fotografia d’archivio della M/N Merete Basse, poi Sunrise, in comparazione con l’immagine, acustica subacquea dei resti del mercantile affondato, acquisita con il sonar a scansione laterale della Sitmar-Sub s.c. nella fase di rilievo morfologico dei fondali. L’immagine è riportata nella relazione tecnico scientifica commissionata da Adsp

 

Nel 2023 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso parere favorevole con prescrizioni alla variante localizzata del Piano regolatore del porto di Ancona presentata dall’Autorità di Sistema Portuale del mare centrale Adriatico e anche alla rimozione del relitto, raccomandando però cautela. In particolare, nell’atto si sottolinea che «la rimozione del relitto della nave mercantile Sunrise – che la relazione di verifica preventiva dell’interesse archeologico ritiene operazione difficoltosa e costosa a fini di recupero – andrebbe accuratamente valutata anche in considerazione di un eventuale, ed auspicabile, recupero parziale che preservi la memoria di un evento che appartiene alla storia del porto. Inoltre, le modalità esecutive di tale rimozione dovranno essere debitamente approfondite nelle successive fasi progettuali anche al fisse di garantire la non dispersione sia di eventuali residui metallici potenzialmente soggetti a frammentazione, sia di eventuali olii o carburanti residui ancora confinati nel relitto. Andranno pertanto debitamente previste e predisposte apposite modalità di contenimento e di rimozione di suddetti inquinanti da mettere in atto al verificarsi di tali eventualità».

 

Alcune immagini dello studio subacqueo effettuato sul relitto del Sunrise nel mare del porto antico di Ancona

 

E’ invece la Corte dei Conti, nella relazione di controllo degli atti 2023 svolta per legge sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti a controllo e inviata al Parlamento, a segnalare che sono già stati stanziati i fondi per la rimozione del mercantile inabissato. Nella relazione dei giudici contabili si legge puntualmente: «Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili – Mims (ora Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Mit) nel 2021 – si legge nella relazione dei giudici contabili – ha poi ammesso l’AdSP al fondo di dotazione di cui all’art. 1, commi 728 segg., della l. n. 178 del 2020 previsto per la copertura parziale dei costi di rimozione delle navi, per una somma pari a euro 2.051.794 in riferimento al relitto della nave mercantile Sunrise. L’Ente ha riferito che alla data del 31 dicembre 2023 il finanziamento è stato integralmente erogato e, che sono in corso le attività amministrative preliminari necessarie alla rimozione del relitto». La procedura burocratica per il progetto di riqualificazione del Molo Clementino si è dimostrata più complessa del previsto e, tra lungaggini e proteste, non se n’è fatto ancora nulla.

(Redazione CA)

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