Nel tempo molti circoli di quartiere di Castelfidardo hanno montato tettoie e gazebi per ampliare gli spazi destinati alle cucine o ai momenti di socialità. Dopo verifiche effettuate nel 2023 dall’Ufficio tecnico comunale, sono emerse irregolarità e, a tre anni di distanza, sono arrivate le lettere di diffida con l’obbligo di ripristinare lo stato originario dei luoghi. Una situazione che sta creando preoccupazioni tra i soci di diversi circoli, fulcro di aggregazione per alcuni quartieri della città della fisarmonica, nel timore di essere costretti a limitare le attività programmate. In quest’ottica, pur riconoscendo la necessità di regolarizzare le strutture, hanno lanciato un appello pubblico per fermare le demolizioni i capigruppo di opposizione Marco Cingolani (Fratelli d’Italia), Gabriella Turchetti e il consigliere Maurizio Scattolini (Fare Bene) che ritengono inaccettabile procedere senza un piano immediato di ripristino e senza stanziare i fondi necessari.
«In questi giorni ci sono giunte notizie che ci preoccupano oltremodo e che vogliamo portare all’attenzione di tutti i cittadini al fine di interrompere la folle decisione dell’Amministrazione di continuare la demolizione di pertinenze importanti nei circoli di quartiere. Un problema emerso circa tre anni fa, che ereditiamo dalle passate amministrazioni e che non possiamo far pagare solo ai comitati di quartiere. Benché condividiamo la necessità di regolarizzare le sedi dei comitati, non è accettabile che questo avvenga senza una programmazione immediata di ripristino delle strutture e relativo stanziamento di fondi» scrivono Cingolani, Turchetti e Scattolini.
«Abbiamo aspettato tre anni da quando il problema è emerso, segno evidente che non c’era e non c’è tutta questa fretta di intervenire: viene da chiedersi perché non si possano aspettare sei mesi o un anno in attesa che arrivino i famosi fondi della dismissione delle quote di Vivaservizi? – sottolineano nel loro comunicato i tre consglieri comunali – Demolire le strutture senza un immediato ripristino vorrà dire distruggere due delle realtà locali più attive della città: il Circolo San Rocchetto ha già annunciato un taglio significativo delle attività annuali e il Circolo Cerretano sarà menomato di una struttura fondamentale per le consuete attività ricreative quotidiane. La burocrazia non può distruggere le comunità che, nel corso degli anni, sono diventate punti di riferimento e luoghi di aggregazione preziosi per tutti: bambini, adulti ed anziani».
Di qui l’invito finale: «Sappiamo che il sindaco e l’Amministrazione, se vogliono, possono fermare questa folle corsa alla demolizione : facciamo appello a tutte le forze politiche affinchè prendano posizione in tal senso e, tutti insieme, salvare i comitati di quartiere e le relative comunità, almeno finno all’arrivo dei fondi necessari per ricostruire» concludono Cingolani, Turchetti e Scattolini.
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