Bullismo e cyberbullismo:
«Servono più psicologi, attività sportive
e vanno coordinati i progetti efficaci»

ANCONA – Oggi pomeriggio in V Commissione consiliare il confronto tra assessori e consiglieri comunale con docenti e dirigenti degli Istituti comprensivi della città sui progetti in atto per contrastare il fenomeno. Gli insegnanti hanno concordato sulla necessità di concentrare impegno e risorse sull’organizzazione di quelli con maggiore impatto

 

Aumentare le risorse per assumere psicologi e svolgere più attività sportive, migliorare la collaborazione scuola-famiglia ma soprattutto coordinare gli interventi ritenuti più efficaci. Sono queste alcune delle proposte per contrastare il fenomeno del bullismo formulate da docenti e dirigenti scolastici degli istituti comprensivi di Ancona che oggi pomeriggio hanno partecipato ai lavori della V Commissione consiliare. Assessori e consiglieri comunali li hanno ascoltati e si sono confrontati con loro sulle attività svolte dalle singole scuole. Ogni istituto ha illustrato le proprie iniziative, evidenziando la presenza di referenti per bullismo e cyberbullismo, team dedicati e protocolli specifici.

 

I lavori della V Commissione consiliare presieduta da Silvia Fattorini, con l’audizione di docenti e dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi di Ancona

 

Nel rispetto delle nuove normative le scuole si sono dotate di regolamenti, strumenti di segnalazione e aggiornamenti del patto di corresponsabilità con le famiglie. Grande attenzione è stata anche alla formazione di docenti, studenti e genitori, spesso attraverso la piattaforma ‘Elisa’ e nella collaborazioni con esperti con l’obiettivo principale di prevenire bulismo e cyberbullismo, con attività educative che mettano in guardia sui rischi della Rete. A questo si aggiunge la partecipazione a numerosi progetti di educazione alla legalità con carabinieri e polizia, iniziative sulla salute e sulle life skills, eventi come il ‘Safer Internet Day’ e percorsi teatrali. Alcuni istituti promuovono anche attività sull’uso consapevole dei social, offrono sportelli psicologici per studenti, famiglie e docenti o hanno introdotto strumenti innovativi, come cassette anonime per segnalazioni, per favorire l’emersione di situazioni di disagio.

 

Antonella Andreoli

 

E’ spettato all’assessora Antonella Andreoli elencare i progetti con i quali il comune di Ancona sostiene le scuole nel contrasto al bullismo. Tra le iniziative più significative la creazione di un patto educativo provinciale, la simulazione di processi penali, «che permette agli studenti di comprendere concretamente le conseguenze delle proprie azioni», e gli incontri con specialisti sul rapporto tra giovani e digitale. Andreoli ha evidenziato l’importanza di intervenire precocemente per prevenire rischi legati al mondo online, come le challenge pericolose e l’isolamento sociale, valorizzando la cooperazione tra istituzioni come elemento chiave.

 

Orlanda Latini

 

Anche l’assessora Orlanda Latini ha riconosciuto l’impegno delle scuole nell’attuare progetti, sportelli di ascolto e iniziative educative sul rispetto e sulla comunicazione. Ma ha spostato l’attenzione sul ruolo centrale della famiglia, primo luogo in cui si costruiscono le relazioni, «oggi spesso indebolite dalla vita frenetica e dall’uso precoce dei social». Per questo ha proposto di coinvolgere maggiormente i genitori attraverso percorsi di formazione e confronto, così da aiutarli a riconoscere i segnali di disagio nei ragazzi. L’assessora Manuela Caucci ha invece voluto sottolineare l’importanza di individuare e di perseguire le iniziative più efficaci. Non basta «fare tanto, bisogna capire cosa produce risultati concreti», così da evitare il rischio che i tanti progetti si sovrappongano. Ha chiesto quindi a insegnanti e dirigenti di indicare quali progetti funzionano meglio, per orientare le scelte future dell’Amministrazione comunale.

 

Manuela Caucci

 

Nel dibattito è intervenuto il consigliere d’opposizione  Giacomo Petrelli (Pd) tra i più giovani del Consiglio comunale dorico, per ribadire l’importanza di distinguere tra i progetti mirati al contrasto del bullismo e quelli più generici, come l’educazione civica. Ha inoltre evidenziato il ruolo centrale del gruppo classe nelle dinamiche di bullismo, proponendo di coinvolgerlo attivamente e suggerendo l’adozione di modelli come i “peer leaders”, ovvero studenti influenti capaci di esercitare un effetto positivo sui coetanei, sulla base di esperienze già applicate in altri Paesi.  La consigliera di maggioranza  Maria Grazia De Angelis (FdI) ha poi rilevato come la prevenzione sia alla base di tutto, dalla medicina all’educazione, condividendo il problema della difficoltà di molte famiglie di non comprendere «il linguaggio della nuova generazione Z, dei propri figli che poi si trasforma in un’immagine mandata su WhatsApp o un video mandato su Instagram o addirittura in un emotion».

 

(archivio)

 

I docenti e i dirigenti scolastici hanno concordato sulla necessità di migliorare il coordinamento tra i diversi progetti, privilegiando quelli più efficaci, possibilmente co-progettati con insegnanti e psicologi. È stato richiesto anche un potenziamento degli sportelli psicologici, rendendo più continuativa la presenza degli specialisti nelle scuole, e una collaborazione più strutturata anche con le forze dell’ordine. Le scuole hanno infine evidenziato l’importanza di rafforzare il dialogo con le famiglie, che spesso hanno difficoltà a riconoscere i problemi dei figli, promuovendo percorsi formativi per i genitori e investendo in interventi educativi precoci su empatia ed emozioni, oltre a valorizzare attività come lo sport per contrastare isolamento e disagio.

(Redazione CA)

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