
La seduta dedicata a Carlo Urbani
Una vita spesa per gli altri, fino all’ultimo respiro. Si è riunito oggi il Consiglio regionale per celebrare la Giornata dedicata a Carlo Urbani, il “medico senza frontiere” figura simbolo della sanità globale e della lotta alle disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Carlo Urbani
Un appuntamento che intreccia memoria e attualità, tra testimonianze, riflessioni e lo sguardo delle nuove generazioni, con la presenza in aula di numerose scolaresche arrivate per assistere alla seduta aperta. La ricorrenza, istituita con la legge regionale 42 del 2020, richiama ogni anno il valore umano, scientifico e professionale del medico marchigiano che per primo individuò la Sars, pagando con la vita il suo impegno. Carlo Urbani è morto il 29 marzo 2003 a causa proprio della Sars, lasciando un’eredità che ancora oggi ispira il mondo della sanità globale.

Luca Urbani
A scandire il senso della giornata sono state soprattutto le parole dei protagonisti. Paolo Calcinaro ha ricordato come «Carlo Urbani è stato un grande marchigiano che ha fatto della sua professione la sua vita», sottolineando il suo impegno nei contesti più difficili con Medici senza frontiere e definendolo «un eroe moderno». Un richiamo forte anche al presente: «Essere quel “grillo parlante” che dice ciò che può sembrare allarmistico ma necessario». Più ampio e personale il contributo di Luca Urbani, che ha riportato la figura pubblica a una dimensione familiare: «Per me Carlo non è solo la figura pubblica che tutti conosciamo, ma soprattutto un padre». E ancora: «Il messaggio più importante che ci lascia è che tutti noi, nel quotidiano, possiamo fare la nostra parte con serietà». Un passaggio che si intreccia con l’emozione della sala: «Vedere in aula così tanti bambini fa effetto», ha aggiunto, ricordando come «il lavoro con i bambini nelle scuole è uno dei nostri impegni più grandi».

Nicoletta Dentico
Accanto a queste voci anche quella di Nicoletta Dentico, direttore Global health program della Società per lo sviluppo internazionale ed ex direttore di Medici senza frontiere Italia, che ha sottolineato: «Quello di oggi è un momento di memoria, la morte di Carlo Urbani è stata generatrice di vita. Ricordiamo la disponibilità all’altro in un tempo così assurdamente gestito da psicopatici che pensano alla guerra e al prossimo come nemico». Non solo memoria, ma anche strumenti per raccontarla. Roberto Gigli, direttore del Museo Carlo Urbani, ha evidenziato l’evoluzione degli spazi espositivi con l’introduzione della realtà virtuale per accompagnare i visitatori nella sua storia. E c’è spazio anche per la scuola, con l’elaborato degli studenti dell’Iis Volterra-Elia, segnalato dal museo di Castelplanio, e la partecipazione attiva della scolaresca presente in aula. Carmina Pinto, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Regionale, ha sottolineato l’importanza di parlare ai giovani: «Nel loro futuro c’è speranza» e ha ricordato come Carlo Urbani abbia rappresentato «il connubio perfetto tra scienza e fede».