Sarà dedicata agli Operatori di Pace la 49esima edizione de ‘La Morte del Giusto’ e non poteva essere altrimenti in un anno che ha visto accendersi un ulteriore, gravissimo conflitto in Medio Oriente. La storica Passione Vivente di Villa Musone di Loreto, organizzata dal Centro Turistico Giovanile Valmusone, andrà in scena, così come accade ininterrottamente dal 1978 (ad eccezione degli anni della pandemia), nella serata del Venerdì Santo. Il prossimo 3 aprile dunque si rinnova l’appuntamento con una delle più suggestive e spettacolari Sacre Rappresentazioni d’Italia, con i suoi oltre 250 figuranti e un totale di circa 400 persone in movimento tra addetti alla sicurezza, volontari e cittadini. Quest’anno l’evento può contare su un testimonial speciale: il vescovo emerito di Nazareth, Rafic Nahara che, pur non potendo essere fisicamente a Loreto proprio per via della guerra, sarà presente in collegamento video durante la rappresentazione di venerdì per lanciare un messaggio di Pace dai luoghi che da sempre sono teatro di guerra e che appena pochi giorni fa hanno visto il divieto al Patriarca latino, cardinale Pizzaballa, di raggiungere il Santo Sepolcro (divieto poi rientrato, ndr).
Ancora una volta dunque la Passione Vivente di Villa Musone dimostra il suo perfetto equilibrio tra narrazione evangelica e attualità: da un lato ricostruzione storica fedele, dall’altro elementi di modernità per calare il messaggio devozionale nell’attualità del presente, attraverso gli espedienti dello speaker, narratore esterno delle scene, e del coro che, come nelle antiche tragedie greche, puntualizza i passaggi più salienti, e i cruciferi, simbolo delle tante sofferenze del mondo. Fattori che la rendono un unicum nello sconfinato panorama italiano dei riti della Settimana Santa. Non per altro, La Morte del Giusto è rientrata nel gruppo delle 32 sacre rappresentazioni italiane che ambiscono al riconoscimento di Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Nelle Marche, sono solo in 5: oltre a Loreto, Tolentino, Cantiano, Sassoferrato e Apecchio.
Intanto, venerdì prossimo va in scena l’edizione numero 49, che di fatto dà anche l’avvio ad un anno speciale: quello del 50esimo, che cadrà nel 2027 e che sarà preceduto ed accompagnato da una serie di importanti iniziative che gli organizzatori stanno già programmando. ‘La morte del Giusto’ è un avvenimento che coinvolge l’intera comunità lauretana di Villa Musone e non solo: volontari che per mesi lavorano al suo allestimento tra attori, costumisti, attrezzisti, volontari per la sicurezza. Oggi la Rappresentazione fa parte del circuito Europassione per l’Italia ed è universalmente riconosciuta come una delle più suggestive delle Marche per il realismo dei costumi e la complessità delle ambientazioni, che dall’area retrostante la tensostruttura parrocchiale salgono fino al Golgota allestito nella collina ai piedi della Santa Casa: il processo nel Sinedrio, la presentazione a Pilato, la condanna di Gesù, il Calvario e la Crocifissione, per concludersi poi con la riflessione moderna su quelli che sono i ‘calvari’ dell’Umanità odierna.
Circa tre ore di grandissimo impatto scenico e sincera devozione, cui partecipano spettatori e fedeli da ogni parte d’Italia. Tra le novità di quest’anno, anche una folta delegazione di circa 100 Camperisti provenienti da tutta Italia, che faranno tappa a Loreto proprio per questa ricorrenza. Continua anche l’impegno dell’organizzazione verso il sociale: anche quest’anno infatti i ‘quadri’, ovvero le scene della Via Crucis che sottolineano i momenti principali della Morte e Passione di Cristo, sono stati realizzati all’uncinetto dai volontari di ‘Non ti lascio solo’, associazione lauretana che supporta le famiglie che vivono la realtà dell’Alzheimer. La ‘Morte del Giusto’ è organizzata dal CTG Valmusone, in collaborazione con la Prelatura territoriale di Loreto e il Comune di Loreto. Fa parte dei Circuiti Europassione ed Europassione Italia. «Quest’anno il tema dominante è quello della Pace e degli operatori di Pace – spiega Mattia Ciminari Presidente del Ctg Val Musone – prendendo spunto dalla settima beatitudine che è appunto quella dedicata agli Operatori di Pace, figure che mai quanto oggi sono necessarie all’umanità. Da Loreto vogliamo lanciare un messaggio forte di Pace in questo giorno così intenso e speciale che è il venerdì Santo’. Ancora una volta il rito è pronto a ripetersi».
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