Giallo del plasma, Angelo Sciapichetti:
«Bastavano due semplici telefonate
per evitare di buttare via le sacche»

MACERATA - L'ex presidente Avis provinciale ed esponente Dem: «Un fatto grave quanto quello del bimbo morto al Monaldi, una ferita inaccettabile per i donatori. Non ci sono mai stati casi del genere in Italia»

matteo ricci al teatro annibal caro - sciapichetti - civitanova - FDM (5)

Angelo Sciapichetti

«Quando ho letto per la prima volta la storia delle sacche di plasma gettate nella spazzatura, ho pensato a una fake-news tanto mi sembrava impossibile. Quello che è accaduto nelle Marche è un fatto grave tanto quello del bimbo morto al Monaldi di Napoli. Le responsabilità nella catena di comando vanno accertate, per i donatori è una ferita inaccettabile». Così Angelo Sciapichetti nella veste non di ex assessore regionale ed attuale segretario provinciale del Pd ma di ex donatore di sangue per circa venti anni, in periodi diversi, alla guida dell’Avis provinciale e di quella regionale.

Il ricordo degli inizi: «Il dipartimento di Medicina trasfusionale nasce negli anni Novanta con il dottor Mario Piani che ne era il direttore e io ero il presidente regionale dell’Avis. Ha sempre avuto ottimi risultati, poi è nata l’Officina di medicina trasfusionale: l’Avis mette a disposizione i donatori, le sacche vengono inviate all’Officina per essere trattate entro 24 ore e inviate alle case farmaceutiche per i farmaci salvavita. Finora la percentuale di donazione di plasma nelle Marche era largamente superiore a quella nazionale, 24 chilogrammi per mille abitanti contro una media nazionale di 15,3».

Da qui l’interrogativo di Sciapichetti: «Perché si è arrivati a buttare via una grande quantità di sacche? Piange il cuore, non mi interessa nemmeno il numero, è una ferita per chi come me per decenni ha guidato un’associazione di volontariato come l’Avis. Va chiarito che l’Avis non c’entra nulla, è parte lesa. Il donatore lo fa per puro spirito di volontariato, a sue spese partendo magari dall’entroterra per raggiungere il centro trasfusionale e deve assistere al fatto che la sua donazione finisce nella spazzatura, peraltro sembrerebbero molte più di 323 le sacche rovinate. Le responsabilità vanno accertate».

Prosegue l’amara riflessione di Angelo Sciapichetti: «Bastava fare due telefonate per evitare l’accaduto: chiedere all’Avis di rallentare la raccolta visto che oggi è tutto programmato o chiamare il Centro nazionale di raccolta per dirottare le sacche in altre regioni. Il presidente nazionale dell’Avis mi dice che non si era mai registrato in Italia un caso del genere. Di positivo c’è che i donatori sono persone fortemente motivate e stanno continuando a donare regolarmente: hanno capito che a fronte di un caso di malasanità non si può buttare via tutto».

La vicenda delle sacche gettate via alimenta ancora il dibattito politico regionale. «Abbiamo depositato oggi la richiesta per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta al fine di fare piena luce sulle evidenti responsabilità politiche del Plasmagate – prosegue Sciapichetti -. Non permetteremo alcuno scaricabarile nei confronti del personale tecnico e sanitario: la gravità di quanto accaduto impone un organismo imparziale, con il coinvolgimento di tutti i gruppi del Consiglio regionale. È l’unico strumento per garantire trasparenza ai cittadini, rispetto verso i donatori marchigiani e sanare la ferita al patto di fiducia tra istituzioni e comunità».

L’annuncio, con una nota congiunta, arriva dai gruppi di opposizione di Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Lista Ricci, Progetto Marche Vive. Le opposizioni pongono l’accento sul ruolo del Dipartimento interaziendale regionale di Medicina trasfusionale, la struttura chiamata a garantire la sicurezza delle attività e l’autosufficienza di emocomponenti: « Riteniamo del tutto insufficiente ogni forma di indagine interna o ispettiva che rischi di confondere la figura del controllore con quella del controllato». Il pensiero di Gioia Santarelli e Roberto Maccaroni di Sinistra Italiana: «Nelle ultime settimane la vicenda riguardante lo “spreco” delle sacche di plasma presso l’Officina del Sangue nella nostra Regione ha suscitato grande attenzione mediatica e altrettanta preoccupazione da parte delle cittadine e dei cittadini. Si tratta di un fatto che necessita di un approfondimento serio rigoroso per individuare le responsabilità politiche e tecniche e per mettere immediatamente in atto soluzioni tali da evitare il ripetersi di fatti di tale portata».

(L. Pat.)

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