La Passione di Cristo illumina Loreto:
monsignor Nahara testimone di speranza
per il Medio Oriente

LORETO - La sacra rappresentazione di Villa Musone si conferma un unicum nazionale tra ricostruzione storica e impegno sociale

«In Terra Santa la gente è stanca e stremata, ma c’è ancora la speranza: ci sono persone che non si lasciano vincere dalla violenza, operatori di Pace che nonostante tutto il male non cedono al desiderio di vendetta ma, al contrario, testimoniano la volontà di fare il bene. È per me questo un vero miracolo, il miracolo del Vangelo e di Gesù che ci danno la forza interiore anche nei momenti più bui della storia. In questa Pasqua preghiamo anche noi di essere sempre persone che hanno il desiderio di fare il bene».
Con queste parole monsignor Rafic Nahara, Ausiliario del Patriarca di Gerusalemme a Nazareth, è intervenuto ieri sera a ‘La Morte del Giusto’ di Villa Musone, a Loreto, testimonial d’eccezione della 49° edizione della sacra rappresentazione organizzata dal Ctg Valmusone e dedicata, in questo anno segnato da sanguinosi conflitti, agli Operatori di Pace.

Ancora una volta, dunque, il rito collettivo della Passione Vivente lauretana ha saputo coniugare narrazione evangelica e attualità: da un lato ricostruzione storica fedele, dall’altro elementi di modernità per calare il messaggio devozionale nel presente, fattori che la rendono da sempre un unicum nello sconfinato panorama italiano dei riti della Settimana Santa. Potente il messaggio che è stato lanciato quest’anno dalle pendici del colle lauretano trasformate in Golgota, con oltre 250 figuranti e un totale di 400 persone in movimento: monsignor Nahara, pur non potendo essere fisicamente presente a Loreto (peraltro città gemellata con Nazareth) proprio per via del conflitto in corso, ha voluto affidare al racconto vivente della Passione di Cristo il suo commovente appello alla Pace, nel quale ha parlato della drammatica situazione che stanno vivendo le popolazioni del Medio Oriente, con particolare riferimento a quella della Terra Santa.

Parole ancor più significative dopo l’episodio dei giorni scorsi, in cui al Patriarca latino Cardinale Pizzaballa era stato inizialmente vietato di raggiungere il Santo Sepolcro:  «La situazione purtroppo la conoscete – ha raccontato Nahara – a Gaza ci sono quasi 2 milioni di sfollati che stanno vivendo nelle tende in questo inverno così rigido. L’80 per cento delle case è distrutto, il cibo c’è ma mancano le medicine per chi deve curarsi per malattie lunghe ed impegnative come il cancro o la dialisi. È una situazione davvero molto critica, la violenza è estrema: eppure, la comunità cristiana di Gaza incredibilmente ha conservato la fede e la speranza. Sono stanchissimi e molto preoccupati, ma non c’è spirito di vendetta o violenza. È un vero miracolo».

Un miracolo di cui ‘La Morte del Giusto’ si è fatta ieri portavoce, confermando la sua vocazione di evento straordinariamente corale ed intenso, in attesa di celebrare il suo 50esimo anniversario nel 2027: un anno ‘giubilare’ che sarà costellato da una serie di importanti iniziative che gli organizzatori stanno già programmando.  La Passione vivente di Villa Musone è universalmente riconosciuta come una delle più suggestive delle Marche per il realismo dei costumi e la complessità delle ambientazioni. Circa tre ore di grandissimo impatto scenico e sincera devozione, cui partecipano spettatori e fedeli da ogni parte d’Italia.

Tra le novità di quest’anno, anche una folta delegazione di circa 100 Camperisti provenienti da tutta Italia, che hanno fatto tappa a Loreto proprio per questa ricorrenza. Continua quindi l’impegno dell’organizzazione verso il sociale: anche quest’anno infatti i ‘quadri’, ovvero le scene della Via Crucis che sottolineano i momenti principali della Morte e Passione di Cristo, sono stati realizzati all’uncinetto dai volontari di ‘Non ti lascio solo’, associazione lauretana che supporta le famiglie che vivono la realtà dell’Alzheimer: si tratta di immagini composte ciascuna da oltre 15.000 minuscoli fiorellini realizzati all’uncinetto. La ‘Morte del Giusto’ è organizzata in collaborazione con la Prelatura territoriale di Loreto e il Comune di Loreto e fa parte dei Circuiti Europassione ed Europassione Italia.

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