Un anziano solo e un giovane senza casa sotto lo stesso tetto: ad Ancona nasce un progetto che unisce due fragilità per trasformarle in una risorsa. Si chiama Gap – Generazioni Proattive e punta sull’housing sociale intergenerazionale per dare una risposta concreta a problemi sempre più diffusi. Nella provincia dorica sono oltre 33mila gli anziani che vivono da soli, spesso in abitazioni troppo grandi e costose da mantenere. Il progetto ribalta questa criticità trasformandola in opportunità, mettendo in contatto chi ha spazio con giovani – anche NEET – in cerca di una sistemazione accessibile. Nascono così convivenze in cui si condividono spese e quotidianità, riducendo l’isolamento e creando nuove forme di comunità. L’iniziativa, finanziata con fondi europei Fse+, è guidata da Auser provinciale Ancona con il supporto di una rete che coinvolge enti, università e il Comune.
Il meccanismo è strutturato: Auser si occupa di individuare alloggi e partecipanti, creare gli abbinamenti e seguire le coabitazioni nel tempo, mentre il Comune supporta il progetto facilitando l’accesso ai servizi e promuovendo l’iniziativa sul territorio. «Trasformiamo un problema demografico in un’opportunità concreta di coesione sociale», sottolinea l’assessore Manuela Caucci. Sulla stessa linea Orlanda Latini: «La casa torna ad essere luogo di relazione tra generazioni».
Accanto alla convivenza, GAP sviluppa anche attività culturali e formative, dai laboratori teatrali ai percorsi di comunicazione e benessere, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra età diverse. «I problemi complessi si affrontano solo costruendo reti», evidenzia la presidente Auser Manuela Carloni. Un modello che punta a consolidarsi nel tempo, trasformando una sperimentazione in un servizio stabile per il territorio.
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