Il Comune di Fabriano si arricchisce di un tesoro storico e culturale, l’Archivio Ramelli, che dopo un lungo e meticoloso percorso durato anni, tremila e cinquecento volumi, centomila fogli, un secolo di pensiero e cultura fabrianese, a seguito della donazione della famiglia Ramelli, Raccamadoro trova la sua collocazione definitiva nella biblioteca multimediale “R. Sassi”, a disposizione di tutti coloro che vorranno consultarlo. «La donazione della famiglia Ramelli Raccamadoro arricchisce la città con un dono di così grande pregio che lega ancora di più la figura di Camillo Ramelli a Fabriano e alla sua storia. La cultura è patrimonio identitario della nostra collettività e con l’acquisizione dell’Archivio come bene comunale la collezione potrà continuare ad essere custodita e consultata dalle future generazioni» dichiara in una nota il sindaco Daniela Ghergo. L’inaugurazione di uno degli archivi documentali e bibliografici più significativi legati alla storia culturale della città, ha rappresentato un momento di grande significato. A renderlo possibile è stata la generosità della famiglia Ramelli Raccamadoro, che all’inizio del mandato dell’attuale Amministrazione ha deciso di donare al Comune di Fabriano l’intero patrimonio raccolto e tramandato nel tempo. Una scelta che ha trasformato un archivio privato in un bene di tutti.
«L’Amministrazione comunale e l’intera città di Fabriano rivolgono un ringraziamento sentito e sincero alla famiglia nelle persone della signora Maria Isabella Ramelli e dei suoi nipoti Alessandro e Matteo Raccamadoro Ramelli. Un grazie speciale va al marito di Isabella, l’ingegner Paolo Selini: senza il suo lavoro silenzioso e prezioso, questo patrimonio oggi non sarebbe accessibile» sottolinea il comunicato dell’ente. Per capire il valore di questo archivio, bisogna partire dall’importanza di Camillo Ramelli, nato a Fabriano nel 1804, in quella stessa via che oggi porta il suo nome, morto nel 1855. In poco più di cinquant’anni di vita e’ stato professore di filosofia e matematica, letterato, filosofo, archeologo e studioso appassionato della storia locale. Membro dell’Accademia dei Lincei – la più prestigiosa istituzione scientifica italiana — ha lasciato un corpus di lavori straordinario: dalle brutte copie manoscritte alle stampe definitive, passando per ricerche sulla storia di Fabriano e Sassoferrato che ancora oggi rappresentano fonti preziose e in larga parte inesplorate.
L’archivio che porta il suo nome è la fotografia intellettuale di un uomo e di un’epoca. Ma è anche molto di più: è uno strumento di lavoro concreto per storici, ricercatori, studenti e appassionati. Si tratta di circa 3.500 volumi catalogati, con una documentazione che si sviluppa linearmente per circa cento metri lineari di scaffalatura. All’interno si trovano quasi 700 titoli di libri – alcuni in più volumi – migliaia di opuscoli e oltre centomila fogli singoli, ordinati in qualche centinaio di faldoni. Il tutto è già stato catalogato digitalmente in un archivio informatico che consente la ricerca per autore, argomento e collocazione fisica.
Un lavoro di catalogazione imponente, realizzato con cura e competenza dall’ingegner Paolo Selini, che per quarant’anni ha seguito personalmente l’organizzazione e la digitalizzazione dell’intero fondo, consegnando alla città uno strumento già pronto per essere consultato e studiato. «Acquisire questo prezioso archivio per la città è una donazione unica, tanto attesa e tanto desiderata. Ci sono voluti circa quattro anni di lavoro molto complesso, ma ne valeva la pena. Gli archivi non sono una raccolta inerte di documenti: sono materiale vivo che, attraverso la conoscenza del passato, ci proietta verso il futuro e Fabriano, come Città Creativa Unesco, è particolarmente consapevole di questo» mette in evidenza l’assessore alla Bellezza Maura Nataloni.
All’inaugurazione ha preso parte anche Benedetto Luigi Compagnoni, soprintendente archivistico e bibliografico delle Marche. «L’archivio della famiglia Raccamadoro Ramelli – ha evidenziato – è stato dichiarato di interesse storico tra i primi in assoluto dopo l’entrata in vigore della normativa sugli archivi privati, proprio per la sua eccezionale importanza. Il valore economico del fondo è stato quantificato ufficialmente, ma il valore culturale è incommensurabile. La consapevolezza della famiglia di voler conservare questo archivio per sempre, donandolo alla collettività affinché resti accessibile a tutti, non è affatto scontata. La storia è come un fiume con numerosi affluenti: c’è la grande storia, e ci sono le storie più piccole, quelle delle famiglie, dei territori, delle comunità. Senza questi affluenti, il fiume grande non esisterebbe».
Acquisizione archivio Ramelli conclusa: «Un patrimonio che arricchisce la città»
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