
Da sinistra: Petra Reski, Nino Di Matteo, Rossella Guadagnini, Lirio Abbate e Sergio Sottani
di Monia Orazi
«Nelle Marche per la ricostruzione arriveranno finanziamenti enormi, appetibili dalla criminalità organizzata. Ci stiamo attrezzando con la magistratura, le forze dell’ordine, abbiamo predisposto dei protocolli, due sono stati firmati con la procura nazionale antimafia». Così Sergio Sottani, procuratore generale della Corte di appello di Ancona, si è espresso ieri sera al teatro Gentile di Fabriano, nel convegno “Perché ancora la mafia”, che lo ha visto relatore insieme a Nino Di Matteo, sostituto procuratore nazionale antimafia, il vicedirettore dell’Espresso Lirio Abbate e la giornalista Petra Reski, moderato dalla giornalista Rossella Guadagnini, nella tre giorni di “Giustizia è libertà”, organizzata da Micro Mega. «Nel decreto del 18 aprile scorso, il cosiddetto Sbloccacantieri, rischia di passare il concetto che la legalità frena la ricostruzione e l’economia. Semmai è il contrario – dice Sottani – il rispetto delle regole premia i migliori, dove ci sono tanti soldi la criminalità è in agguato, in questo territorio servono massima attenzione e controlli.
La ricostruzione è in grande ritardo e questo è un problema, servono controlli efficaci, quando si passa dalla Regione ai piccoli comuni, questi spesso non hanno personale con le competenze necessarie ai controlli – prosegue il procuratore – La possibilità di ricostruire per rivendere, comporta il rischio di depauperamento del territorio. Per la ricostruzione pubblica è stata alzata la soglia per l’assegnazione degli appalti, i privati non devono più fare la gara tra imprese per assegnare i lavori. I controlli vanno fatti sul territorio, si deve essere capaci di farli, di andare nei cantieri, di controllare la documentazione antimafia di chi ha vinto l’appalto, si deve essere capaci di fare il controllo del territorio e di segnalare quello che è anomalo». Sottani ha risposto alle domande della moderatrice, nella prima parte del suo intervento ha analizzato il fenomeno mafia nelle Marche. «La mafia va studiata prima di tutto dal punto di vista sociologico. Ho lavorato in regioni, come l’Emilia Romagna e le Marche che sono refrattarie al fenomeno mafioso, ai metodi tradizionali dell’intimidazione mafiosa – ha affermato – si distingue tra regioni dove si è manifestata la mafia, da quelle dove è presente mafia autoctona, come la mafia del Brenta, prima di Mafia Capitale, la banda della Magliana. Sono presenti fenomeni di mafia sulla base di identità etnica, su cui c’è maggiore attenzione. Nelle Marche l’episodio dell’anno scorso, la morte della sventurata ragazza (Pamela Mastropietro, ndr) è stata vista come sintomatica della presenza di mafia nigeriana. Deve esserci attenzione, in quella che è la contiguità al fenomeno della mafia, nelle attività produttive, dove si inserisce la mafia silente, quella subdola, che è più pericolosa». Il fatto che non vi siano fenomeni evidenti riconducibili alla presenza mafiosa, non va sottovalutato secondo il procuratore Sottani: «L’assenza della prova di sintomatologia mafiosa in questi territori, non è la prova dell’assenza della mafia, che si dimostra nel momento in cui hai la prova che non c’è pericolo che la mafia si possa infiltrare. Senza corruzione non c’è mafia. Sulla base della giurisprudenza e delle indagini, proprio perché corrompe, la mafia non ha bisogno di intimidire. Quando c’è corruzione la mafia riesce a condizionare. Occorre un sistema assolutamente refrattario alla corruzione, dove non vi sia pericolo di corruzione. Nelle banche qualche problema c’è stato». Sottani ha poi parlato dell’indagine “Torre d’avorio” effettuata a Forlì sul riciclaggio di denaro, spiegando che serve un tessuto sociale sano, una risposta complessiva contro fenomeni illegali. Riferendosi esplicitamente a Banca Marche ha detto: «Può essere sano un tessuto dove fuggono tutti questi soldi e nessuno se ne accorge? Solo con la legalità, si evitano infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto sociale».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati