In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne l’Amministrazione comunale di Osimo, in collaborazione con la Consulta Donne Pari Opportunità ospiterà due importanti eventi. Sabato 25 novembre alle ore 18 al teatro La Nuova Fenice sarà protagonista Piera Aiello, prima testimone di giustizia ad essere entrata in Parlamento. Dopo l’uccisione del marito nel 1991 per mano mafiosa, decise di denunciare quella subcultura criminale e iniziò a collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura, tra cui il giudice Paolo Borsellino, il quale accompagnò Piera nel percorso di testimone di giustizia, condiviso anche dalla giovane cognata, Rita Atria, che però non riuscì mai ad accettare la morte del magistrato, e decise di togliersi la vita a soli 17 anni. «Grazie alla grande amicizia che lega il sindaco Pugnaloni e la città di Osimo con l’avvocato Roberto Catani, presidente dell’Associazione Libertà Organizzata, si avrà l’opportunità di ascoltare la testimonianza di una donna che vive ancora oggi sotto scorta per avere avuto il coraggio, a 18 anni, di denunciare l’appartenenza alla mafia della famiglia di suo marito, Nicola Atria, figlio del boss mafioso Vito» ricorda in una nota l’assessora Federica Gatto.
La ricorrenza del 25 novembre sarà preceduta da un’altra iniziativa molto significativa. Giovedì 23 novembre, infatti, presso il teatro alle 21.15 verrà presentato “Veniamo da lontano, cantando. Affabulazione sonora per “Donna, vita, libertà”, spettacolo scritto e interpretato da Serena Cavalletti, con musiche di Do Bandolim, Bizet, Massenet, Puccini, Pasolini arrangiate e interpretate da Marco Monina con la partecipazione straordinaria di Anahita Dowlatabadi. Verranno narrate vicende comunissime allora come ora purtroppo: spose bambine (Madama Butterfly), spose obbligate (Lucia di Lammermoore), ragazze soggette a uomini di potere che approfittano della loro posizione per operare un ricatto (Tosca), femminicidi (Carmen), stupri (Gilda). Un’affabulazione per guardarci indietro e intorno, per riflettere su un grande cammino di liberazione non ancora giunto al termine, per capire per quale motivo quella delle donne viene da più fonti considerata l’ultima rivoluzione possibile.
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