Prossimo passo che compirà il comune di Fabriano è un patto per il benessere di anziane e anziani, per un territorio che ascolta, si prende cura e cambia passo. E intanto parte in città il Centro Servizi Anziani, un nuovo presidio pensato per rispondere concretamente ai bisogni delle persone over 65. Come si invecchia oggi in un territorio montano come quello dell’Ambito Territoriale Sociale 10? Quali sono i reali bisogni, i desideri, le risorse spesso invisibili delle persone che vivono a Fabriano, Cerreto d’Esi, Genga, Sassoferrato e Serra San Quirico? A queste domande ha cercato di rispondere la ricerca partecipata promossa dall’Ats 10 in collaborazione con l’Università di Urbino, i cui risultati saranno presentati venerdì 27 giugno 2025, alle ore 17, presso il Cinema Montini di Fabriano, in un incontro pubblico aperto a tutta la cittadinanza dal titolo “I bisogni e i desideri della popolazione anziana: conoscere per programmare”. Un appuntamento che rappresenta il punto di arrivo – e insieme una nuova partenza – di un percorso che ha saputo coniugare ascolto, partecipazione e visione.
La ricerca, illustrata dalla professoressa Angela Genova insieme a Claudia Della Valle e Vito Minoia dell’Università di Urbino e dell’associazione Aenigma Aps, si basa su un metodo di co-ricerca che ha coinvolto cittadini, stakeholder e ricercatori in un dialogo costruttivo. Dopo un primo focus group con operatori, istituzioni e rappresentanti del Terzo Settore, è stato attivato un gruppo di lavoro composto da oltre venti persone tra i 65 e gli 80 anni, impegnate in incontri dedicati alla memoria del territorio, all’analisi delle trasformazioni sociali e all’emersione dei bisogni. Le testimonianze raccolte non hanno solo fatto emergere criticità come solitudine, mancanza di trasporti o difficoltà di accesso ai servizi, ma anche una forte disponibilità al coinvolgimento, alla condivisione, alla proposta. «Abbiamo voluto andare oltre le statistiche – spiega Genova – per mettere al centro le persone, la loro unicità, e provare a costruire insieme nuove traiettorie di benessere».
Il progetto rientra in un più ampio processo di innovazione sociale promosso dall’Ambito 10, iniziato con il progetto Janus – sostenuto da Fondazione Cariverona – e orientato a un welfare più umano, connesso e capace di prevenzione. Da qui l’attenzione non solo ai bisogni, ma anche ai desideri delle persone over 65, per costruire interventi strutturali e non semplicemente emergenziali. A coronamento di questo percorso, a Fabriano ha preso avvio il nuovo Centro Servizi Anziani, promosso con la Consulta del Volontariato e le realtà associative locali. Il Centro è situato presso il Centro Sociale “Città Gentile”, in Piazzetta del Podestà 8, ed è operativo ogni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12. Si propone come luogo accogliente e aperto, dove trovare gratuitamente ascolto, orientamento, supporto alle famiglie e ai caregiver, informazioni pratiche e possibilità di attivazione sociale. È uno sportello pensato per offrire non solo risposte, ma anche relazioni: anche un dubbio, una domanda o il desiderio di parlare trovano spazio. Inoltre, il Centro facilita il collegamento con le associazioni di volontariato, i servizi esistenti e le reti territoriali già attive.
«Con il Centro Servizi Anziani vogliamo restituire centralità alla terza età – spiega in una nota Maurizio Serafini, assessore alla Comunità del Comune di Fabriano – offrendo strumenti concreti ma anche uno sguardo nuovo. Vogliamo costruire un territorio in cui l’invecchiamento non significhi solitudine, ma relazione, partecipazione e dignità, grazie a strumenti forti di welfare di prossimità». L’evento del 27 giugno non sarà solo un momento di restituzione, ma l’avvio di un nuovo percorso. I dati raccolti andranno a nutrire la co-programmazione dei servizi che saranno attivati nel 2026, mettendo al centro non solo ciò che manca, ma ciò che può essere costruito.
«Il nostro obiettivo – afferma Lamberto Pellegrini, coordinatore dell’Ats 10 – è costruire una rete che non si limiti a tamponare le urgenze, ma che promuova benessere, diritti, qualità della vita. Un territorio che non guarda all’anziano come a un problema, ma come a una risorsa». Durante l’incontro sarà inoltre presentata la proposta di un Patto per il benessere degli anziani e delle anziane dell’Ats 10: un impegno collettivo, ancora aperto, da definire e consolidare attraverso il contributo delle istituzioni, delle associazioni, dei cittadini. Un nuovo modo di prendersi cura della comunità, guardando al futuro con responsabilità e visione.
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