«Attraverso un emendamento di maggioranza al testo della PdL Stabilità presentato all’ultimo minuto in Commissione Bilancio, la Giunta regionale ha deciso di azzerare il CdA di Erap anticipando di quasi un anno la nomina del nuovo presidente e del nuovo Consiglio di Amministrazione». A segnalare la novità è il consigliere regionale del Pd, Maurizio Mangialardi. Che definisce «inopportuna» la decisione «che infrange ogni norma della buona amministrazione e della buona politica, dettata dallo scontro in atto tra il governo regionale e l’attuale presidente, nominato solo pochi mesi fa proprio dalla stessa Giunta che oggi decide di silurarlo. Il precedente presidente si era invece dimesso. A testimonianza del fatto che la Giunta regionale ha sempre trascurato il tema dell’abitare, concentrando tutte le energie in sterili litigi interni e scontri di potere, con il risultato di produrre un totale stallo: risorse Erap non impegnate, investimenti mancati, cantieri che non partono, progetti bloccati».
Mangialardi sostiene di ritenere «inaccettabile che, per punire un CdA, si proponga una modifica normativa. Se il presidente ha fatto qualcosa di sbagliato, allora va sfiduciato: per raggiungere tale scopo, non può essere modificata una legge che rappresenta una norma generale, non il terreno di scontro di una battaglia interna ai partiti di maggioranza. L’emendamento depositato e approvato dalla Commissione è sbagliato nella forma e nella sostanza. La mia opposizione sarà netta. C’è bisogno di rispetto istituzionale: queste forzature non servono, sarebbe molto più utile – piuttosto – attivarsi per aggiornare il quadro normativo e lanciare un vero piano casa regionale, che non può certo essere fatto con i 500 mila stanziati per il 2028 (nulla per il 2026 e 2027) e che dovrebbero bastare per tutto il territorio regionale. Servono meno scontri interni e più rispetto e ascolto nei confronto dei cittadini che chiedono abitazioni sicure e accessibili» conclude il consigliere regionale dem Maurizio Mangialardi.
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