L’Amministrazione comunale di Maiolati Spontini e la Fondazione Gaspare Spontini celebrano il 175esimo anniversario della morte del grande compositore Gaspare Spontini, «una delle figure più alte della storia musicale europea – ricordano il sindaco facente funzioni Sebastiano Mazzarini e il presidente della Fondazione, Paolo Perticaroli – e figlio illustre della nostra comunità». La scomparsa del maestro, avvenuta il 24 gennaio del 1851, sarà ricordata nel luogo dove si trova la sua tomba, ossia la chiesa parrocchiale di San Giovanni, nel capoluogo collinare, con una messa in suffragio in programma domenica 25 gennaio, alle ore 11,15.
Al termine della celebrazione, come da tradizione, ci sarà l’esecuzione della Marcia funebre, tratta dall’opera “La Vestale”, uno dei capolavori più noti del compositore, da parte della Società Filarmonica Gaspare Spontini. La commemorazione si concluderà con la deposizione di una corona di fiori.
Per l’occasione, sempre domenica 25 gennaio, il Museo Gaspare Spontini sarà aperto dalle ore 16 alle ore 19. Il costo del biglietto è di 3 euro (ridotto 2 euro), ma sono previste le seguenti gratuità: visitatori sotto i trent’anni di età, residenti nel comune di Maiolati Spontini, persone con disabilità e un accompagnatore, guide turistiche e giornalisti. Il sindaco facente funzioni e il presidente della Fondazione, nell’invitare la cittadinanza a partecipare all’evento, sottolineano come «ricordare Spontini significhi non solo rendere omaggio a un grande compositore, ma riaffermare il valore della cultura come patrimonio vivo, capace ancora oggi di parlare alle nuove generazioni e di dare identità a un territorio. Maiolati Spontini custodisce con orgoglio la sua eredità artistica e umana e la sua celebrazione è sempre un atto di memoria, ma anche di responsabilità: continuare a trasmettere bellezza, visione e senso di appartenenza. Come Amministrazioni, rinnoviamo l’impegno a valorizzare la figura di Gaspare, consapevoli che la sua opera rappresenta un ponte tra la nostra storia e il futuro della comunità».
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