Biometano, la giunta stabilisce
le misure compensative

OSIMO – La percentuale per l’impianto biogas di via di Jesi per il quale è aperta una procedura di riconversione, è stata stimata dall’esecutivo nel 3% annuo dei proventi complessivi della società Sgr Bio Osimo, compresi gli incentivi, da destinare annualmente per il 30% a progetti di efficientamento energetico del patrimonio comunale, il 30% a manutenzioni stradali e sicurezza viaria, 10% al potenziamento di aree verdi e mitigazione ambientale, 20% a misure legate alla povertà energetica e il 10% alla mobilità sostenibile comprese colonnine di ricarica elettrica

(archivio)

Riconversione in biometano dell’impianto a biogas in via Jesi, zona Cucchiarello, noto come Sgr Bio Osimo 2, la giunta comunale di Osimo stamattina ha approvato l’atto di indirizzo per le eventuali misure compensative ambientali e territoriali. La stessa procedura era stata già seguita per l’altro impianto, il Sgr Bio Osimo 2.  Nella delibera viene precisato che l’ente competente al rilascio dell’autorizzazione è la Regione Marche mentre nell’ambito del procedimento è richiesto al Comune di esprimersi in merito ad alcune competenze specifiche. Che sono state indicate con nota del 28 luglio scorso, nella quale si è confermata la scelta del Piano Urbanistico Comunale approvato a marzo 2024 di preservare la fascia della continuità naturalistica e non consentire dunque la realizzazione di ulteriori insediamenti produttivi o ampliamenti di impianti esistenti. Si è espresso inoltre valutazione non favorevole alle proposte di misure compensative ed evidenziato che l’impatto sul traffico risulta non valutabile in ragione della carenza di chiarezza della documentazione.

«E’ bene ricordare che la commissaria prefettizia, con nota del 22 gennaio 2025, dava atto che dall’avvio del procedimento e fino alla prima riunione della Conferenza dei Servizi l’8 ottobre 2024, l’amministrazione comunale in carica, quella del sindaco Pirani, non aveva formulato indirizzi né atti espressi rispetto all’intervento sul sito di via Jesi, a differenza di quanto da noi fatto. – fa sapere una nota dell’amministrazione della sindaca Michela Glorio – Considerando che l’impianto proposto non può essere considerato quale struttura strettamente legata alla conduzione dei fondi degli imprenditori agricoli locali, rilevandosi la metà delle matrici in ingresso provenire da territori extracomunali, e restando le perplessità sull’impatto per la viabilità locale, la nostra amministrazione, presa visione delle risultanze istruttorie e documentali acquisite nell’ambito della Conferenza di Servizi, ritiene di poter esprimere un giudizio di compatibilità ambientale negativo, rispettando il principio di precauzione per scongiurare i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente».

«Ora, a prescindere dalla determinazione conclusiva della Regione in esito alla Conferenza dei Servizi, e nonostante il nostro giudizio negativo, – prosegue il comunicato – è comunque opportuno che l’amministrazione comunale adotti le linee di indirizzo sulle misure compensative, che vengono definite proprio in Conferenza dei Servizi sentiti i Comuni interessati, in questo caso quello di Osimo».

Nell’atto di giunta viene definita quindi la misura compensativa nel 3% annuo dei proventi complessivi compresi gli incentivi. «Il 3%, che è il limite massimo previsto dal Decreto Ministeriale del 10 settembre 2010, è calcolato su un importo previsto di 4,96 milioni di euro all’anno come indicato da Sgr Bio Osimo per i primi 5 anni, importo da rivalutare ogni 5 anni.- continua la nota – Queste risorse compensative del 3% verrebbero destinate annualmente per il 30% a progetti di efficientamento energetico del patrimonio comunale, il 30% a manutenzioni stradali e sicurezza viaria, 10% al potenziamento di aree verdi e mitigazione ambientale, 20% a misure legate alla povertà energetica e il 10% alla mobilità sostenibile comprese colonnine di ricarica elettrica».

I tecnici comunali che hanno partecipato alla riunione odierna della Conferenza dei Servizi sull’impianto Sgr Bio Osimo2 hanno formulato il loro parete tenendo conto delle indicazioni della giunta contenute nella delibera appena approvata sulle misure compensative, e ribadendo la posizione del Comune contraria sia dal punto di vista urbanistico che per la tutela della fascia naturalistica, essendo presenti nella zona alcuni pozzi di captazione Astea. La Conferenza dei Servizi, recepite le integrazioni dei vari enti partecipanti, ha rimandato ad una prossima seduta senza dunque arrivare a conclusione del procedimento. Come peraltro avvenuto nella riunione della Conferenza dei Servizi di dicembre sull’impianto Sgr Bio Osimo1, quello di via Coppa a San Paterniano.

 

 

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