Aggressione con lesioni
a due poliziotti, sbotta il Siulp:
«Una Volante sul territorio non basta»

ANCONA - Il segretario generale provinciale, Alessandro Bufarini: «Sono di 21 e 7 i giorni di prognosi per le lesioni riportate da due operatori che hanno effettuato un arresto per furto. I delinquenti non hanno più alcun timore dello Stato ed a rimetterci sono i colleghi su strada»

Volante ed Esercito durante un pattugliamento

«Aggressione con lesioni a due operatori: una volante sul territorio non basta! Così non si può più andare avanti».
Questa è la reazione stizzata del Siulp all’ennesima aggressione a personale in divisa nell’espletamento del proprio lavoro a tutela della sicurezza dei cittadini.
«Il copione – afferma in una nota il segretario generale provinciale Siulp, Alessandro Bufarini – si ripete e con sempre più frequenza. I delinquenti non hanno più alcun timore dello Stato ed a rimetterci sono i colleghi su strada».
Sono infatti di «21 e 7 sono i giorni di prognosi per le lesioni riportate da due operatori a seguito di una chiamata al 112 per intervento di furto consumato in un esercizio commerciale; i colleghi hanno prontamente individuato e tratto in arresto, a seguito anche delle minacce e lesioni subite, la persona straniera segnalata. Durante l’azione – continua – è nata una colluttazione, a seguito della reazione violenta ed immotivata dello straniero, che solo l’ausilio di personale dell’Esercito Italiano, in servizio di pattuglia, nello stesso quadrante orario, ha evitato ulteriori conseguenze; i militari, infatti, in servizio nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, autonomamente, sentendo le conversazioni radio si sono avvicinati al luogo del furto ed hanno aiutato al fermo del soggetto violento ed evitato che i colleghi potessero subire ben più gravi conseguenze».
Il tutto è avvenuto ieri nel parcheggio di un supermercato in via della Montagnola, ad Ancona.

Il segretario generale Siulp Ancona, Alessandro Bufarini (Archivio)

«Quanto accaduto — prosegue Bufarini — dimostra per l’ennesima volta che il monito degli scorsi giorni del Siulp era giusto, che i poliziotti sono lasciati soli, mandati in strada a gestire situazioni ad altissimo rischio, spesso in inferiorità numerica, contro soggetti alterati, violenti, senza alcun rispetto per la divisa, per le Leggi e per lo Stato. Il Siulp è fiero ed orgoglioso del comportamento dei colleghi su strada che ne dimostra l’alta professionalità, anche con per la ponderazione nell’utilizzo della forza e dell’autonomo ausilio del personale dell’Esercito Italiano che rappresenta appieno lo spirito di collaborazione tra apparati dello Stato sulla questione comune della Sicurezza. Questo però non basta, perché se il lavoro del poliziotto — denuncia Bufarini — è diventato sempre più pericoloso, sempre più gravoso, sempre meno tutelato e, aggiungiamolo, indegnamente sottopagato e malpagato (straordinari fermi al primo trimestre 2024), fondamentale è la gestione e l’organizzazione del lavoro che deve mettere il personale nelle migliori condizioni e, su questo esprimiamo forti critiche alla questura di Ancona. Era facilmente ipotizzabile che con una sola Volante sul territorio, si potesse arrivare a questo; come 4 persone al Posto Fisso dell’ospedale regionale e 7 in un turno di volante per il controllo del territorio non è un paragone che possiamo accettare per una buona gestione delle risorse. L’ostacolo più grande all’affermazione della legalità contro ogni forma di illegalità, è l’autorevolezza delle Istituzioni. Per riaffermare questa autorevolezza, occorrono perseveranza, costanza e soprattutto incisività che si traduce in sostanza nel far sentire ai cittadini la presenza dello Stato e, quindi, una costante presenza su strada delle pattuglie a tutela degli stessi operatori e dei cittadini che possono contare di un contatto diretto con personale in divisa. Oltre a ciò il Siulp chiede che chi aggredisce lo Stato, paghi con pene certe. Non chiediamo privilegi, ma solo dignità, sicurezza e giustizia per chi ogni giorno mette a rischio la propria vita per garantire quella degli altri. Gli operatori della Polizia di Stato non mollano, il Siulp sta affianco a loro, ma la Polizia di Stato non molli i suoi operatori».

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