«La nostra città
tra le più inquinate delle Marche»

CHIARAVALLE – Alla luce degli ultimi dati elaborati dall’Arpam il Circolo Pd Molinelli sollecita al Comune «un confronto trasparente con cittadini, comitati e istituzioni competenti» per assumere «decisioni coraggiose su mobilità sostenibile, pianificazione urbana e riduzione delle emissioni»

Una centralina mobile Arpam (archivio)

«I dati sulla qualità dell’aria relativi al 2025 certificano una situazione grave e persistente per Chiaravalle. Secondo il report Arpam, la città si colloca al secondo posto nelle Marche per numero di superamenti del limite di legge delle polveri sottili (Pm10). Nel corso dell’anno sono stati registrati 12 sforamenti del valore massimo consentito di 50 µg/m³, con un picco di 82 µg/m³, un livello che rappresenta un rischio concreto per la salute pubblica. Non si tratta di un episodio isolato, ma di una criticità che si ripete da anni e che ormai assume carattere strutturale». L’allarme è lanciato dal Pd di Chiaravalle.

Di fronte a questi dati i dem del circolo Molinelli  ritengono che «l’inquinamento atmosferico a Chiaravalle non è un’emergenza improvvisa, ma un problema noto, documentato e più volte segnalato anche dai comitati cittadini. Il problema si è aggravato negli ultimi anni. Eppure, a fronte di numeri allarmanti, il Comune continua a muoversi con interventi deboli, discontinui o puramente formali. Anche il Comitato Cittadino Coppetella ha più volte evidenziato come la stazione di monitoraggio sia collocata in un’area periferica e agricola, lontana dal traffico urbano, chiedendo senza esito lo spostamento della centralina per ottenere dati più rappresentativi dell’esposizione reale dei cittadini. Una richiesta rimasta finora inascoltata, che si inserisce in un quadro più ampio di mancata assunzione di responsabilità».

«È vero che la posizione geografica di Chiaravalle, inserita in un’area valliva, contribuisce alla concentrazione degli inquinanti. – prosegue il comunicato – Ma proprio per questo sarebbe necessario un maggiore impegno politico e amministrativo, non una sostanziale immobilità. La Regione Marche ha fornito indicazioni precise per i Comuni costieri e vallivi: limitazioni alla circolazione nei periodi critici, regolazione del riscaldamento pubblico e privato, controlli sulle attività produttive più impattanti. Indicazioni che, a Chiaravalle, non risultano applicate in modo sistematico né strutturale. A rendere ancora più preoccupante il quadro è la prospettiva di un aumento del traffico veicolare, legato a nuovi interventi urbanistici nelle aree dell’ex Consorzio Agrario e dell’ex area Mariotti, senza che sia stato avviato un serio bilancio ambientale complessivo». Di qui la richiesta al Comune di aprire «un confronto trasparente con cittadini, comitati e istituzioni competenti» e di assumere «decisioni coraggiose su mobilità sostenibile, pianificazione urbana e riduzione delle emissioni» conclude il Circolo Molinelli Pd di Chiaravalle.

 

Qualità dell’aria, ad Ancona quadro positivo per PM10, PM2,5 e NO₂ ma il problema d’estate è l’ozono

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




X