Oltre mezzo milione di visitatori
nei musei statali marchigiani nel 2025:
al top Rocca Roveresca, Man e Museo Omero

ANCONA – I dati raccontano di 34mila ingressi per il monumento di Senigallia, quasi 31mila per la collezione tattile di Ancona, e oltre 17mila del Museo archeologico nazionale delle Marche. Buone prospettive anche per l’anno in corso con la conclusione degli interventi finanziati con i fondi Pnrr. Novità in arrivo per l’anfiteatro romano del capoluogo di regione, per l’Antiquarium di Numana e per il museo di Arcevia

Hanno fatto il pieno di visitatori i musei statali marchigiani che nel 2025 hanno registrato oltre mezzo milione di ingressi. Buone le previsioni anche per questo 2026, anno in cui verranno portati a termine diversi lavori intrapresi con i finanziamenti Pnrr. Analizzando i dati, la Galleria Nazionale delle Marche, che ha sede nel prestigioso Palazzo Ducale di Urbino, l’anno scorso ha superato le 180mila presenze mentre la Rocca di Gradara, con i suoi quasi 220mila visitatori, si conferma come il sito più visitato delle Marche. Buoni anche i risultati degli altri musei: oltre 34mila ingressi per la Rocca Roveresca di Senigallia, quasi 31mila per il Museo tattile “Omero” di Ancona, gli oltre 17mila del Museo archeologico nazionale delle Marche. Più che positivo anche l’andamento del restante comparto archeologico marchigiano comprendente i musei di Ascoli Piceno, Urbisaglia, Cingoli e Arcevia, e dell’attivissimo Antiquarium statale di Numana. Ma non sono solo i numeri a dar soddisfazione al Direttore Luigi Gallo, ma l’intera politica culturale messa in campo in questi anni, come conferma la mostra Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, 22 maggio-12 ottobre 2025), che una delle principali testate d’arte italiane ha inserito tra le mostre più apprezzate del 2025, dopo che l’anno precedente – sulla stessa testata – la mostra dedicata a Federico Barocci era risultata la più votata dalla giuria di 100 addetti ai lavori.

Luigi Gallo, direttore della Galleria Nazionale delle Marche

«Con la mostra su Simone Cantarini – commenta in una nota Luigi Gallo, direttore della Galleria Nazionale delle Marche e curatore della mostra dedicata a Cantarini, assieme ad Anna Maria Ambrosini Massari e Yuri Primarosa – abbiamo proseguito, dopo la mostra su Federico Barocci, nell’indagine sulle personalità di spicco della cultura artistica marchigiana e, in questi due casi, dell’area pesarese. Interessante è la ripercussione nel mondo della cultura delle due iniziative: dopo la mostra su Barocci, altre iniziative espositive hanno interessato l’artista urbinate, nonché diverse pubblicazioni ne hanno approfondito la conoscenza. Anche la mostra su Simone Cantarini si è conclusa con un convegno che ha reso pubblici nuovi contributi sul suo percorso artistico».

Intanto sono avanzati i lavori che, grazie ai finanziamenti Pnrr, stanno interessando il piano nobile del palazzo urbinate. Gli interventi di adeguamento impiantistico, sono andati di pari passo con la realizzazione del nuovo allestimento e con il restauro degli apparati decorativi. Nell’anno appena trascorso, sono stati nuovamente resi fruibili a pubblico gli appartamenti del Duca – con il celebre Studiolo – e della Duchessa. I lavori hanno permesso di approfondire studi, analisi e conoscenze sull’edificio, con il recupero di elementi architettonici decontestualizzati, come il lavabo nella Camera del Duca, e la ricostruzione di contesti pesantemente alterati, come nello Studiolo. La nuova illuminazione, oltre a valorizzare e a rendere più leggibili le opere, ha permesso di evidenziare la raffinatezza degli elementi architettonici, come i peducci e i portali finemente intagliati, ma anche i raffinati stucchi delle volte dell’appartamento della Duchessa. Eventi espositivi e iniziative culturali hanno interessato altre sedi museali come la mostra La Forma dell’oro. Storie di gioielli dall’Italia antica (Senigallia, Rocca Roveresca, 12 giugno 2025 – 11 gennaio 2026), a cura di Massimo Osanna e di Luana Toniolo, ospitata nelle sale della Rocca appena rifunzionalizzate, grazie ai fondi Pnrr.

Senigallia, la Rocca Roveresca

«Una mostra archeologica itinerante – aggiunge Luigi Gallo – concepita nell’ambito del Sistema Museale Nazionale, per una maggiore collaborazione sinergica tra i musei italiani e promuovere l’immenso patrimonio archeologico della nazione. Patrimonio valorizzato anche con altre iniziative, come l’apertura dei depositi visitabili del Museo Archeologico Nazionale delle Marche».

In dicembre, infatti, a conclusione dei lavori di rifunzionalizzazione e riallestimento, anch’essi finanziati con i fondi Pnrr, sono stati aperti al pubblico e agli studiosi i depositi dell’istituto anconetano, una vera e propria miniera di tesori archeologici di uno dei più importanti musei italiani. Significativa è stata anche la piccola, ma interessante mostra Da Zanvettori all’ultima Castellana. Le stanze private della Rocca di Gradara (8 dicembre 2024 – 2 giugno 2025), curata da Stefano Brachetti e Fabio Fraternali. Anche in questo caso l’esposizione si è dimostrata più che un evento culturale costituendo una vera e propria anteprima del nuovo progetto di revisione museologica della Rocca, con particolare riguardo alla dimora storica che Umberto Zanvettori e la moglie Alberta Porta, realizzarono nell’antico maniero.

Il Museo Archeologico di Arcevia

Grazie a un importante finanziamento Pnrr, lo scorso dicembre sono stati inaugurati i depositi aperti del Museo Archeologico Nazionale delle Marche (M A N Marche), rendendo per la prima volta accessibili al pubblico gli spazi vanvitelliani sottostanti alla terrazza affacciata sul mare, riconfigurandoli come deposito visitabile; inoltre sulla terrazza vanvitelliana sono state allestite le opere lapidee che completano il percorso di visita del palazzo, con elementi decorativi con l’effige della famiglia dei conti Ferretti; sempre nel 2025, grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Abap Ap-Fm-Mc, il M A N Marche ha ospitato la prima presentazione al pubblico dello straordinario cofanetto in avorio e ambra da Belmonte Piceno, al centro dell’esposizione Eroi d’ambra e d’avorio.

Il Museo Omero

Infine, il 2025 è stato il primo anno di amministrazione dell’Anfiteatro romano di Ancona da parte dell’istituto Palazzo ducale di Urbino – Direzione regionale Musei nazionali Marche, funzionalmente legato al M A N Marche e ai suoi servizi al pubblico. Molto buono il risultato dell’Antiquarium Statale di Numana, i cui visitatori sono in costante crescita rispetto agli anni precedenti: nel 2025 hanno fatto registrare un aumento del 25,8% (da 3.195 a oltre 4.000 visitatori) grazie al coinvolgimento di pubblico residente e non, e ai progetti per le scuole: due iniziative, in particolare, “Chatta con la Regina di Numana” e “Chimica all’Antiquarium” sono state presentate alla Borsa del Turismo Archeologico di Paestum 2025.

La sezione dedicata all’età romana del Museo Archeologico delle Marche

Quello appena iniziato sarà comunque un anno cruciale. Nel corso del 2026, infatti, verranno portati a termine diversi lavori intrapresi con i finanziamenti Pnrr e, primo fra tutti, quelli al piano nobile del Palazzo Ducale di Urbino che, dalla prossima primavera tornerà pienamente fruibile con aggiornati sistemi impiantistici, un nuovo allestimento e innovativi supporti per la visita. I lavori saranno oggetto di un film documentario di Mauro Santini, che illustrerà il palazzo nella sua nuova veste, ma anche le scoperte e i nuovi studi che, nelle more dei lavori, sono stati portati avanti. Al primo piano nobile di Palazzo Ferretti di Ancona, sede del M A N Marche, sono stati avviati i lavori di restauro e rifunzionalizzazione dell’allestimento storico firmato da Franco Minissi, che permetteranno nel 2026 la riapertura completa della sezione dedicata alla civiltà picena nelle Marche con un percorso museologico aggiornato e ripensato in chiave contemporanea, mantenendo la cornice allestitiva – riportata allo sua trasparente magnificenza – di uno dei maestri della museografia italiana e internazionale.

L’anfiteatro romano di Ancona

Per quanto riguarda l’Anfiteatro di Ancona, sono partite le progettazioni dei lavori di ulteriore messa in sicurezza e miglioramento dei percorsi di visita e delle strutture dell’area dell’Anfiteatro; in particolare sarà dato maggiore spazio anche alla valorizzazione dell’area della Porta Pompae e delle terme romane annesse all’anfiteatro, in una stratificazione che racconta il cuore antico di Ancona, dall’età ellenistica fino all’attuale città cresciuta su se stessa. Per quando riguarda l’Antiquarium Statale di Numana, oltre alle iniziative già in essere, sono in corso in questo 2026 contatti e accordi che mirano a coinvolgere il pubblico attraverso l’utilizzo delle dotazioni inclusive del Museo per esperienze tattili e di archeologia sperimentale, cui vanno ad aggiungersi ulteriori progetti di collaborazione con Istituzioni del territorio e progetti scientifici per un’offerta più vasta che va dall’educazione museale e la divulgazione di alto profilo alla comunicazione specialistica. Nei Musei di Arcevia, Cingoli e Ascoli Piceno sono stati ultimati i progetti tramite fondi Pnrr di forniture e servizi per l’accessibilità (es.: video guida Lis, riproduzione tattile di alcuni reperti, mappe tattili, sito web dei musei); sempre nel Museo di Arcevia è in fase di organizzazione per i prossimi mesi l’iniziativa: “Raccontando Montefortino di Arcevia. Aspettando il nuovo allestimento”, dove si proporranno attività ed approfondimenti legati al sito arceviese oggetto dell’ultima fase di lavori di riallestimento del museo.

Alcuni reperti esposti all’Antiquarium di Numana

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