«Prendo atto dell’astensione delle opposizioni sulla mia elezione a presidente del Consiglio. Purtroppo, ancora una volta, il dibattito si è trasformato in un processo esclusivamente al passato, uno sfogo di rancori pregressi che nulla hanno a che vedere con il bene della nostra città. Dispiace constatare che impegno, coerenza, disponibilità e la persona stessa non siano stati considerati nel voto. Nonostante questo, resto pienamente a disposizione di tutto il Consiglio comunale di Osimo. Se mi verrà data la possibilità, dimostrerò con i fatti di essere una figura di garanzia, imparziale e rispettosa di tutte le posizioni». A scrivere è Eliana Flamini, capogruppo del Pd e candidata alla successione nella presidenza del Consiglio dopo le dimissione di Simone Pugnaloni. All’indomani della discussione nella Sala Gialla che ha rinviato di 7 giorni la sua elezione per l’astensione dei gruppi d’opposizione che non hanno permesso di raggiungere i 2 terzi dei voti favorevoli necessari nelle prime due votazioni, Flamini non nasconde la sua amarezza ma guarda con positività al futuro e assicura imparzialità a garanzia di tutte le espressioni politiche del civico consesso se sarà chiamata a rappresentarlo come seconda carica istituzionale del Comune.
Su questo punto concordano i gruppi della maggioranza osimana di centrosinistra, dal Partito Democratico a Lista Michela Glorio e Uniti per Ecologia ed Energia. «La maggioranza ha proposto la consigliera Eliana Flamini, ritenendola una persona capace, equilibrata e all’altezza del ruolo. Per l’elezione era, però, necessaria una maggioranza qualificata nelle prime due votazioni, il che richiedeva anche il contributo dell’opposizione.- ricordano in una nota a firma congiunta – Purtroppo, l’opposizione ha scelto di astenersi, non per una valutazione negativa della candidata proposta, ma per motivazioni legate a vicende del passato e alla precedente presidenza, temi che nulla avevano a che vedere con il punto all’ordine del giorno. La stessa opposizione, solo pochi mesi fa, aveva espresso condivisione sul nome della consigliera Flamini ed oggi constatiamo con grande rammarico che, ieri sera, non si sia voluto cogliere l’occasione di esprimere una valutazione sul merito della persona e sul presente, preferendo invece rimanere ancorati a dinamiche pregresse. La scelta dell’astensione ha avuto come unico risultato quello di lasciare oggi il Consiglio comunale senza un Presidente, rallentando il normale svolgimento dell’attività istituzionale».
Pd, Lista Michela Glorio e Uniti per Ecologia ed Energia chiariscono inoltre che nessuno «si attendeva necessariamente un voto unanime, consapevoli delle naturali differenze politiche. Riteniamo, tuttavia, che l’elezione del presidente dovrebbe basarsi sul merito delle persone, non su dinamiche passate che nulla hanno a che vedere con l’interesse della città e da chi dichiara di voler superare le logiche e vecchi rancori e di guardare al futuro, ci saremmo aspettati un atto di responsabilità e di coerenza rispetto a quanto espresso in favore di Flamini il luglio scorso. La maggioranza continuerà a lavorare con responsabilità e spirito costruttivo per il buon funzionamento delle istituzioni, come dimostrato sulla mozione proposta dalle minoranze per la variazione urbanistica del parco La Coccinella a destinazione socio-sanitaria».
«Come gruppo di maggioranza del Pd siamo rimasti allibiti dagli interventi pronunciati dalle minoranze, apparse più concentrate nel rimestare episodi passati, basati su mere e infondate supposizioni, piuttosto che nell’affrontare concretamente la questione.- approfondisono i dem in un comunicato – Siamo rammaricati che siano passate in cavalleria le virtù e le potenzialità della nostra candidata, oscurate – ripetiamo – da un maldestro tentativo di nascondere passate dichiarazioni» aggiungono i consiglieri del partito Democratico ricordando che «nel Consiglio comunale del 12 giugno erano state proprio le stesse minoranze a consigliare il nome della Flamini: promesse smentite a distanza di pochi mesi, senza giustificate motivazioni. Risultato? Dovrà essere convocato un successivo Consiglio Comunale (con data ancora da definire), nel quale l’elezione della Flamini potrà avvenire senza il bisogno della maggioranza qualificata».
I consiglieri comunali del Pd aggiungono che «Eliana Flamini ha rappresentato, fin dall’inizio del suo mandato nel 2014, una garanzia di equilibrio, competenza e imparzialità per il buon funzionamento del consesso cittadino. Il suo nome si inserisce in un progetto di continuità, stabilità e serietà che ha sempre contraddistinto il nostro gruppo consiliare del Pd. La ricordiamo infatti impegnata in prima linea nella consulta donne-pari opportunità, dove promosse iniziative importanti per la salute femminile, l’antiviolenza e la parità di genere. All’interno del Pd ha operato nella componente dell’Assemblea Nazionale e poi Regionale; e nella componente segreteria provinciale. Alla luce del sopramenzionato percorso, siamo convinti che Eliana Flamini saprà svolgere questo incarico con responsabilità, autorevolezza e spirito di servizio, nell’interesse dell’intera comunità cittadina».
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